Detenuti, 5.000 non hanno completato obbligo scolastico

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Durante la presentazione della Relazione annuale alla Camera dei Deputati, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, ha sollevato una questione critica riguardante l’istruzione nelle carceri italiane. Ha sottolineato la preoccupante realtà di quasi 5.000 detenuti che non hanno completato l’obbligo scolastico, tra cui 845 persone analfabete e altre 577 che non hanno concluso la scuola primaria. Questi dati allarmanti richiedono una maggiore attenzione e un impegno specifico da parte del Parlamento per garantire l’accesso all’istruzione in ambito penitenziario.

La situazione attuale e l’importanza dell’istruzione
L’istruzione all’interno delle carceri riveste un ruolo cruciale nella riabilitazione e nella reintegrazione sociale dei detenuti. Offrire opportunità di istruzione ai prigionieri non solo contribuisce a colmare le lacune educative, ma offre anche una speranza per il futuro e la possibilità di una vita migliore al di fuori delle mura della prigione. Tuttavia, i dati presentati dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale evidenziano che vi è ancora molto da fare per garantire un’adeguata istruzione a coloro che si trovano dietro le sbarre.

La richiesta di un’attenzione speciale
Il Garante Palma ha rivolto un appello al Parlamento, sollecitando un’attenzione speciale sull’investimento nell’istruzione all’interno delle carceri italiane. È fondamentale che il sistema penitenziario metta a disposizione risorse adeguate per fornire programmi educativi efficaci, consentendo ai detenuti di completare l’obbligo scolastico e acquisire competenze di base. Solo così potranno avere maggiori opportunità di reinserimento nella società una volta scontata la pena.

La sfida dell’analfabetismo e della scuola primaria
Tra i dati preoccupanti presentati dal Garante Palma emerge il numero significativo di persone analfabete e di coloro che non hanno completato la scuola primaria. Questo evidenzia una situazione critica che richiede un intervento immediato. Offrire programmi di alfabetizzazione e garantire l’accesso a un’istruzione di base è essenziale per colmare queste lacune educative e promuovere l’empowerment dei detenuti.

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