Denatalità, la ministra Roccella: “Famiglie svantaggiate, donne desiderano figli, ma rinunciano per difficoltà nel conciliare lavoro e maternità”

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“Noi non adottiamo una mentalità dirigista, né sosteniamo l’idea di piani quinquennali, specialmente su una questione così delicata e personale, in cui la libertà di scelta riveste un ruolo essenziale”.

Così la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, in un’intervista al quotidiano “Il Giornale”.

“Ci sono tre fattori che conosciamo: in Italia non esiste un clima favorevole alla natalità, le famiglie sono state a lungo svantaggiate e le donne desiderano avere figli, ma spesso rinunciano a causa delle difficoltà nel conciliare lavoro e maternità. Desideriamo intervenire su tutti e tre questi fronti al fine di invertire questa tendenza”. 

Riguardo alle critiche mosse dal Partito Democratico sul decreto Lavoro, Roccella osserva: “Ciò che la sinistra considera come precarietà, in realtà rappresenta l’opportunità per un giovane di ottenere un contratto di lavoro più stabile rispetto al passato. Inoltre, abbiamo fatto tutto il possibile per favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Se un contratto più lungo, una maggiore facilità nell’assunzione e una riduzione delle tasse sul lavoro vengono interpretati come maggior precarietà, allora si tratta di un fraintendimento”.

“Un salario minimo rischia di indebolire i lavoratori anziché aiutarli, considerando che gran parte dei lavoratori in Italia sono coperti dai contratti collettivi”, continua Roccella. “È invece necessario continuare sulla strada della riduzione fiscale, promuovere la crescita economica e creare molteplici opportunità lavorative”.

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