Delega sostegno, M5S: Su inclusione diritti non garantiti, decreto invotabile

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“Il decreto del governo sull’inclusione non solo non faciliterà il percorso scolastico di questi studenti, ma peggiorerà la loro situazione facendo fare un salto all’indietro al nostro Paese sul rispetto dei diritti.

Stiamo parlando di decine di migliaia di bambini e ragazzi diversamente abili, oppure con bisogni educativi speciali, stranieri o con disturbi specifici dell’apprendimento. Questo provvedimento è vergognoso, voteremo contro questo decreto-vergogna e abbiamo presentato una nostra proposta alternativa”.

Così i parlamentari M5s in commissione Cultura di Camera e Senato.

“La misura più vergognosa è quella che prevede la possibilità di superare il tetto dei 20 alunni per classe che abbia al suo interno uno studente diversamente abile. Questo, ovviamente, avrà ripercussioni negative sulla qualità della didattica. E’ poi del tutto evidente che non può esserci vera inclusione senza continuità didattica e il governo non prevede alcun piano di assunzione straordinario degli insegnanti di sostegno. L’unità di valutazione multidisciplinare avrà un “taglio” prettamente medico, incredibilmente non prevede la partecipazione di professionisti dell’età evolutiva e dell’educazione, al fine di supportare i docenti nella gestione della classe e nell’attività educativo-didattica.

Inoltre, per stabilire le ore di sostegno nei confronti di questi nostri studenti verrà istituito il Gruppo territoriale per l’inclusione (GIT) che richiederà l’assegnazione delle ore di sostegno all’USR solo sulla base di una documentazione, senza conoscenza diretta delle situazioni di difficoltà. A noi questa sembra una “trovata” per tagliare le ore. Ancora, il governo non realizza alcun miglioramento delle prestazioni per diritto allo studio e il decreto ignora completamente i Centri Territoriali di Supporto che, pure, svolgono un ruolo fondamentale su temi come formazione, consulenza, raccolta di buone pratiche.

Infine contestiamo l’attribuzione della funzione di valutazione sulla qualità dell’inclusione scolastic, affidata all’Invalsi. A nostro parere occorre una procedura, come quella dell’Index per l’inclusione, – promossa dallo stesso MIUR – , che prevede la partecipazione di scuola, genitori e studenti, fondata su indicatori che consentano alle scuole di riflettere sulle loro pratiche per individuare punti di forza e da migliorare. Davvero il provvedimento è scritto talmente male che ci domandiamo se ci sia totale incapacità e inadeguatezza o anche la volontà di smantellare un diritto”.

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