DEF, Unione degli Universitari: nessun investimento su diritto allo studio

di redazione
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Comunicato Unione degli Universitari – Ieri è stata pubblicata la nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, contenente tra le altre cose le prime concrete indicazioni sulle politiche su istruzione, università e ricerca che il governo ha intenzione di mettere in pratica in occasione della legge di bilancio.

Ancora una volta purtroppo, nonostante alcuni lati positivi, dobbiamo constatare come sotto molti aspetti i propositi del nuovo governo giallorosso siano non ancora sufficienti.

“Il governo, assieme al MIUR guidato dal Ministro Fioramonti, deve avere il coraggio di rimettere al centro del suo operato politiche concrete per risollevare un sistema scolastico e universitario ancora pesantemente sottofinanziato. Bene l’impegno su dispersione scolastica, ma vogliamo fatti. – dichiara Federico Allegretti, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – È positivo che ci sia un primo finanziamento per sanare le emergenze in edilizia scolastica, ma non è sufficiente. Per ogni struttura salvata dal rischio sismico esistono centinaia di classi pollaio, aule con amianto, finestre che cadono. Gli spazi della scuola riflettono la sua inadeguatezza sul piano della didattica: chiediamo più fondi in edilizia e un ripensamento della scuola alle sue radici!”

“In particolare, a lasciarci perplessi sono le indicazioni contenute nel DEF per quanto riguarda il sistema universitario – spiega Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari – Purtroppo registriamo con rammarico come non si accenni nemmeno a un investimento sul diritto allo studio, non essendo previsti finanziamenti ulteriori sul Fondo Integrativo Statale, necessari per risolvere la vergognosa questione degli idonei non beneficiari delle borse di studio. Anzi, sui capitoli di università e ricerca, invece di sostenere un aumento del Fondo di Finanziamento Ordinario, si apre a incentivi a formule di finanziamento in partenariato pubblico-privato, proseguendo sulla strada aperta dai governi precedenti di sempre maggiore aziendalizzazione dell’università. Inoltre si parla genericamente di “ripensamento” del sistema di accesso ai corsi di laurea a numero programmato, quando è evidente come sia necessario un concreto superamento dello stesso, coadiuvato da misure economiche concrete e indispensabili.”

“Bisogna invertire la rotta e rimettere al centro del dibattito pubblico e politico la scuola, l’università e la ricerca – concludono Allegretti e Gulluni – Dove sono finiti i tre miliardi di euro promessi dal Ministro Fioramonti? Non investire in Scuola e Università significa non investire nelle nuove generazioni, non investire sul futuro di questo paese. Noi, come Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari, le proposte concrete le abbiamo, il Governo scelga la via del confronto e chiuda i vecchi capitoli degli ultimi anni in cui i giovani sono stati i dimenticati della politica. Gli studenti ci sono e le piazze oceaniche della scorsa settimana lo hanno dimostrato. Il Governo scelga di avere coraggio e approfitti di questa legge di bilancio per approvare un piano di investimenti straordinario per risollevare l’istruzione, l’università e la ricerca! Noi ci siamo!”

Riduzione alunni per classe, aumenti stipendiali dei docenti, nuovi percorsi di abilitazione e formazione. Cosa contiene il DEF (Documento di Economia…

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