Decreto Sostegni bis, niente assegnazione provvisoria: per Anief è una punizione immotivata

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Comunicato Anief – Che fine hanno fatto le assegnazioni provvisorie del personale della scuola che per motivi personali o familiari ha la l’esigenza di avvicinarsi a casa? Lo chiede il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, dopo avere preso atto che nel decreto Sostegni bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale si affronta il tema della mobilità dei lavoratori, senza però introdurre questa facoltà: l’articolo 58 del decreto si limita ad asserire che a partire dal 1° settembre 2020 il vincolo di permanenza nella sede di assunzione per i docenti in ruolo si riduce di due anni, senza però nulla dire sulle assegnazioni provvisorie.

“Certamente, l’idea di ridurre da 5 a 3 anni i blocchi dei trasferimenti è una cosa buona – commenta il sindacalista nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa -, però ancora permangono dei vincoli, come quello dell’assegnazione provvisoria, che condanna migliaia di insegnanti, Ata ed educatori che ogni anno presentano domanda per poter svolgere il proprio lavoro su un posto vacante e disponibile ritrovandosi in una sede più vicina a figli, coniugi e alla propria famiglia”.

L’ultimo decreto legge approvato dal Governo non contiene l’attesa disposizione che avrebbe permesso a tanti lavoratori della scuola di avvicinarsi a casa: una possibilità che in tempo di Covid diventa ancora più preziosa, poiché riduce i tempi dei viaggi che migliaia di dipendenti sono periodicamente costretti a praticare mettendo a rischio la propria salute e quella degli altri. Il sindacato Anief ritiene “che questa norma debba essere emendata il prima possibile, in modo da consentire l’assegnazione provvisoria annuale per tutto il personale, anche quello non immesso in ruolo, come è avvenuto per 30 anni. Così unendo il diritto alla famiglia con quello alla salute”, spiega il suo presidente nazionale.

Eppure gli accordi con il ministro Patrizio Bianchi sembravano indirizzati nel modo migliore. Il dl Sostegni bis, invece, non li prende minimamente in considerazione. Nel ‘Patto per la Scuola’ che abbiamo deciso la scorsa settimana a Palazzo Chigi. ricorda Pacifico, “avevamo concordato con il Governo l’importanza avviare un tavolo sul reclutamento per cambiare le regole sul contratto e rimuovere gli attuali vincoli ai trasferimenti del personale: solo che ora nel decreto legge sono stati percepiti ancora più rigidi, come se fosse quasi una punizione, proprio nel momento in cui l’Italia deve convivere con la pandemia e il divieto di spostamento fra le Regioni”. È una contraddizione da superare

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