Decreto Sostegni Bis, Pacifico (Anief): bisogna assumere i docenti dalla prima fascia Gps senza limitazioni e anche dalla seconda

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Oggi, giovedì 3 giugno, il ministero dell’Istruzione ha convocato le Confederazioni e le organizzazioni sindacali per discutere su “Patto per la scuola al centro del Paese: attivazione tavolo dedicato a formazione iniziale, reclutamento e formazione continua”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, è intervenuto per palesare, tra le altre cose, la necessità di modificare le modalità di reclutamento. La delegazione Anief-Cisal è stata composta da Marcello Pacifico, Chiara Cozzetto, Gianmauro Nonnis e Daniela Rosano.

Pacifico ha affermato che “come Anief e Cisal facciamo una proposta comune e vorremmo uscire da questo primo incontro con la certezza che gli impegni presi con il Patto per la scuola ci porteranno nei prossimi giorni a condividere un testo che sia suggerito a tutte le forze parlamentari, presentato dal relatore di maggioranza o dal Governo, e sostitutivo degli articoli sulla scuola, comunque certamente di quella parte riguardante il reclutamento. Soprattutto mi riferisco all’articolo 59 e ai commi e alle lettere relativi al reclutamento. Ribadiamo che per noi è necessario eliminare i paletti per il reclutamento dalla prima fascia Gps; fino a oggi reclutiamo personale delle GaE perché abilitato. Lo si fa da 40 anni, non ci siamo mai lamentati, ci lamentiamo invece della chiusura delle GaE. Non è giusto assumere dalla prima fascia Gps solo il personale con tre anni di servizio e solo se svolto presso scuola statale, questo punto complicherebbe le cose, bisognerebbe prevedere un’altra graduatoria. Bisogna recuperare il doppio canale di reclutamento. Anzi, noi vogliamo che si recluti anche dalla II fascia Gps. Facciamo un emendamento: si recluta dalla I fascia e una volta esaurita si procede con la II. Può sorgere un problema nella seconda fascia, ma abbiamo la soluzione: durante l’anno di prova si permette a questi insegnanti di seguire un Pas, nel caso di posto comune, e un Tfa, nel caso di posto di sostegno. Se passano l’esame finale Pas e Tfa vengono confermati in ruolo, altrimenti rimangono precari fin quando non si abilitano”.

Il leader dell’Anief ha affermato infatti che seguendo questi suggerimenti “avremmo la soluzione che ci permetterà di reclutare 80mila insegnanti ed entro il 1° luglio. L’Europa ce lo ripete da troppo tempo: dopo 36 mesi un precario deve essere stabilizzato, il doppio canale deve essere a regime. Anief e Cisal dicono: facciamo un incontro al più presto sulle parti che vogliamo emendare, visto che siamo tutti d’accordo. Abbiamo firmato un Patto per la Scuola insieme? Allora insieme dobbiamo presentarci in parlamento e all’opinione pubblica dicendo quali sono le nostre proposte, dopo di che sta a ogni partito politico, rispetto alle nostre proposte, dire no o sì”.

A proposito del personale Ata, Pacifico ha affermato che con “la stabilizzazione del personale delle cooperative sembra che sia tutto a posto. Ma non è certamente così: ci sono amministrativi che attendono di essere stabilizzati, ci sono 50mila persone in organico Covid, i facenti funzione Dsga, dobbiamo dare risposte a questi lavoratori. Poi c’è ancora la questione della formazione iniziale e permanente, la problematica dei precari Insegnanti di religione cattolica; per quest’ultimi dobbiamo pensare a soluzioni, a una graduatoria nuova. Che dire del personale educativo? Non abbiamo soluzioni nemmeno per loro. Noi proponiamo inoltre di aprire i Tfa e i Pas anche ai docenti di ruolo. E ancora, bisogna dare risposte concrete a chi reclama un’assegnazione provvisoria. L’idea di reclutare da Gps è intelligente e anche quella dell’eliminazione del blocco quinquennale, ma sono ancora tante le cose da aggiustare”.

Il sindacalista autonomo ha anche detto che “la Manifestazione del 9 giugno accoglierà una proposta comune se il ministro la vorrà fare con noi; è una proposta fatta al parlamento con l’auspicio che possa ascoltare un ministro che ha trovato un accordo con i sindacati. Dobbiamo dare una risposta concreta alle famiglie italiane, alle studentesse e agli studenti, ai lavoratori della scuola. Non è vero che non ci sono i tempi, possiamo ancora modificare il testo del Decreto Sostegni Bis per il bene di tutti”.

Luigi Fiorentino, Capo di Gabinetto del ministero dell’Istruzione, ha sottolineato come sia necessario “da subito riunire un tavolo tecnico che esamini con i dati le problematiche e che consenta di andare nel dettaglio delle proposte. Ricordiamo che il ministero dell’istruzione è un ministero del Governo e deve confrontarsi con gli altri. Si deve procedere verso la definizione di una posizione comune. Dunque, bisogna convocare, a stretto giro, i tavoli tecnici, partire dai problemi e dalle ipotesi di soluzioni. Affrontare le problematiche della formazione iniziale e continua, quelle della formazione digitale” e di molti altri aspetti.

Subito dopo l’incontro Marcello Pacifico ha informato tutti i lavoratori della scuola tramite una diretta Facebook. Il sindacalista ha sottolineato come non ci sia sintonia tra il Patto per la Scuola e il testo del decreto Sostegni Bis. “Bisogna avviare subito tavoli tecnici per capire quali sono i problemi, affrontando i vari temi. Il testo va cambiato: bisogna assumere i docenti dalla prima fascia Gps senza limitazioni e anche dalla seconda, con l’indicazione di dare loro la possibilità di seguire un Pas o Tfa durante l’anno di prova. I corsi si possono fare a distanza, tramite corsi on line”. Pacifico ha ribadito che bisogna agire anche a favore del personale Ata. È “necessario avviare incontri tecnici per arrivare a delle soluzioni, per i precari, per gli Irc, sulla gestione delle scuole, dell’organico Covid e degli organici in generale. Anief sarà presente, ma deve esserci la volontà politica e giungere a un emendamento che vada a sostituire o integrare il testo. Le nostre proposte sono tantissime: l’estensione della card al personale precario, Tfa e Pas anche per i docenti immobilizzati. Anief e Cisal porteranno avanti tutte queste proposte e la Manifestazione del 9 giugno deve essere un segnale forte” per scuotere gli animi, ha concluso il presidente Anief e segretario confederale Cisal.

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