Decreto sostegni bis, 70mila precari da assumere. Pd e Lega per stabilizzazione senza concorso, il governo per riserva del 30% sui posti. Le ultime notizie

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Palazzo Montecitorio sede della Camera dei Deputati a Roma

Settimana cruciale per il Decreto sostegni bis. Il governo Draghi e la maggioranza che lo sostiene in Parlamento cercano l’intesa sui numeri.

Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore c’è intesa sui 50mila prof da assumere in più rispetto all’origine del provvediemento: da 18.500 si passerebbe a 70mila. La versione originaria del Sostegni bis prevede stabilizzazioni per i prof con 3 anni di servizio nelle scuole statali e iscrizione nella prima fascia delle graduatorie Gps. Pare, dunque, che si sia un accordo per includere altri 50mila docenti nella stabilizzazione.

Su come farlo, però, c’è discrepanza di vedute. Il PD e la Lega vogliono allargare la platea degli stabilizzati, il governo, invece, preferisce una riserva del 30% sui posti dei concorsi ordinari.

Palazzo Chigi, infatti, difende la scelta fatta: assunzioni ordinarie per 50mila prof e stabilizzazione per altri 18.500. Poi concorsi annuali prevedendo una riserva di posti per chi ha insegnato da almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni.

Dem e leghisti, però, vogliono allargare le maglie della salvaguardia, includendo anche i precari, non abilitati, della seconda fascia. Con delle differenze, però, sui tempi.  Il PD chiede di considerare nei 36 mesi anche il servizio prestato presso le scuole paritarie e nel sistema Iefp e propone una prova di ingresso selettiva, un tirocinio e una formazione specifica con prova finale per l’inserimento in ruolo dal settembre 2022, esclusivamente per il numero di posti vacanti disponibili dopo il reclutamento con le procedure già previste. La Lega, invece, punta al ruolo già a settembre 2021.

Il senatore della Lega e capo dipartimento Scuola, Mario Pittoni, spiega: “A differenza dell’emendamento 59.46 della Lega (condiviso dalle forze sindacali oltre che dall’intero centrodestra e parte della sinistra), che per assicurare a settembre la copertura delle cattedre vacanti estende il percorso per l’accesso al ruolo previsto dal dl Sostegni bis per i docenti con 3 anni di servizio della prima fascia anche a quelli con 3 anni di servizio relegati in seconda fascia principalmente per inadempienze dello Stato, l’emendamento 59.58 del Pd rimanda tutto all’anno successivo. Non è cioè legato all’emergenza e non può quindi incidere sulle scelte con cui garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico. Tra l’altro non ci sarebbero neanche i tempi tecnici per l’ennesima surreale prova preselettiva presente, in aggiunta a quella finale, nella proposta del Pd”.

Poi “se il decreto resta così com’è, l’esperienza degli anni precedenti insegna che i docenti in cattedra a settembre saranno molti meno di quanto programmato e ci vorranno mesi per provare a nascondere il problema con supplenti; l’eventuale approvazione dell’emendamento 59.46 della Lega, aprendo da subito alla seconda fascia con 3 anni di servizio, garantirebbe la disponibilità immediata di un congruo numero di insegnanti di provata esperienza per coprire almeno i posti già finanziati”.

Sostanziale accordo, sempre secondo il quotidiano economico, c’è invece sull’emendamento sui docenti di sostegno, l’emendamento Casa (M5S).

Decreto sostegni bis, immettere in ruolo tutti coloro che hanno un titolo di specializzazione. TESTO EMENDAMENTO

Organico Covid e concorsi: il Ministero dell’Economia frena

Attenzione, però. Il Ministero dell’Economia frena  su una nuova estensione della platea delle stabilizzazioni, anche perché si starebbe ragionando sulla conferma, da settembre, dell’organico aggiuntivo Covid: 40mila professori a tempo determinato per consentire alle scuole di rispettare le regole sanitarie e di riaprire al 100%, anche sdoppiando le classi. Secondo quanto raccolto dal Sole 24 Ore, ci sarebbero troppe deroghe alla regola costituzionale dei concorsi, da bandire con cadenza regolare (annuale) e da svolgere sulla falsariga del modello semplificato introdotto nelle scorse settimana.

Il governo, dunque, punta sui concorsi,  magari riconoscendo una riserva di posti fino a un massimo del 30% ai precari con 36 mesi di servizio negli ultimi 10. Una riserva che varrebbe su un’unica regione e per le classi di concorso o tipologia di posto per le quali il candidato abbia maturato un servizio di almeno un anno scolastico.

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