Decreto semplificazione, emendamenti Udir su sicurezza e spese piccola manutenzione

di redazione
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Comunicato UDIR – Udir, lunedì 7 gennaio, a Palazzo Madama, in audizione in I e VIII Commissione del Senato, ha richiesto modifiche al disegno di legge n. 989. La delegazione Udir, composta da Patrizia Costantini, Pietro Perziani e Serena Maiorca, ha esposto le proprie variazioni per quanto riguarda il reclutamento dei ricorrenti al bando di concorso 2011, il regolamento di contabilità degli istituti, la valutazione dei dirigenti scolastici, la responsabilità in tema di sicurezza e di utilizzo delle risorse, del nuovo salario accessorio con il versamento della RIA nel FUN di area. Scarica la Memoria. Il testo, composto da 5 parti, richiede la semplificazione del reclutamento dei DS, la semplificazione della contabilità dell’istituto, la semplificazione della valutazione dei dirigenti scolastici, la semplificazione delle norme sulla sicurezza degli istituti scolastici e il salario accessorio dei dirigenti scolastici.

Tra i delegati era presente la dirigente scolastica Patrizia Costantini che ha affrontato varie tematiche: dalla semplificazione atta e evitare che il contenzioso posto in essere da ricorrenti del concorso DS 2011 arrivi in Corte Costituzionale al plauso per l’eliminazione del corso di formazione – tirocinio per i dirigenti scolastici neo-nominati. Viene richiesto un capitolo di spesa per i lavori di piccola manutenzione urgente e che sia il proprietario a redigere il documento di valutazione dei rischi. Infine si sollecita ad accelerare i processi elefantiaci richiesti dall’amministrazione per la rendicontazione sui fondi europei.

 Di seguito l’intervento della dirigente scolastica Costantini.

 “Abbiamo accuratamente studiato il decreto semplificazioni che trova il nostro consenso e a cui proponiamo delle modifiche, dando ulteriore senso alle semplificazioni che sono previste. Ricordiamo che c’è un contenzioso aperto per i ricorrenti del concorso dirigenti scolastici 2011: chiediamo che a questi colleghi vanga riservato lo stesso trattamento degli altri ricorrenti 2011. Questo ricorso verrà discusso in Corte Costituzionale perché ci sono stati due trattamenti diversi: alcuni sono stati ammessi con un corso di 80 ore, quasi una formalità, altri sono rimasti fuori, sempre ricorrenti. Poiché le istituzioni scolastiche autonome sono quasi 8 mila e in questo momento vedono poco più di 6 .400 dirigenti scolastici in servizio, la misura si sposerebbe col concorso in atto che si sta svolgendo, consentendo di coprire il fabbisogno necessario, anche nell’ottica dei 2 mila pensionamenti previsti, specie con l’attivazione di “quota 100”. La prima semplificazione è proprio quella di evitare che questo contenzioso arrivi in Corte Costituzionale e assumere anche gli altri ricorrenti 2011, perché c’è stato un intervento diversificato. La misura è coperta, dal punto di vista finanziario, poiché sono assunzioni già pianificate dal Miur su sedi scoperte, e attuabile con i fondi della Buona Scuola, fondi strutturali, senza dunque aggravio di spesa. Inoltre, sosteniamo quanto già previsto nel decreto semplificazione, cioè l’eliminazione del corso di formazione – tirocinio per i dirigenti scolastici neo-nominati. Proponiamo,e auspichiamo che accada, procedure meno farraginose e più snelle. Poi vorremmo anche proporre una misura a costo zero che farebbe pure risparmiare lo Stato: la procedura di valutazione dei dirigenti scolastici. I dirigenti scolastici, dal 2016, sono confluiti un’unica area dirigenziale; prima avevano un’area specifica, l’area V, adesso sono nell’area III insieme ai dirigenti delle Università e della Ricerca e dell’Afam. Inspiegabilmente per i DS è in piedi una procedura di valutazione molto complessa, diversa da tutti gli altri dirigenti, che aggrava pure il loro lavoro. Reputiamo inoltre che tale iter sia discriminante visto che i dirigenti appartengono alla stessa area; inoltre, tutto ciò ha anche un costo per l’amministrazione, di cui francamente non ci spieghiamo il senso. Dunque proponiamo semplicemente una valutazione uguale agli altri dirigenti che sono con noi, nella stessa area. Noi ragioniamo anche nella logica del risparmio, augurandoci poi che questi risparmi tornino alla categoria.

Abbiamo poi altre proposte che riguardano fondamentalmente la sicurezza sul lavoro legata al nuovo Regolamento di contabilità per le istituzioni scolastiche, in vigore dal novembre scorso. Tale regolamento ha introdotto una novità: l’articolo 39 che mette in capo ai DS una sorta di potere sostitutivo rispetto all’ente locale. Infatti, laddove si riscontra la necessità di interventi di manutenzione piccola, straordinaria, ma comunque urgente e indifferibile, il dirigente scolastico deve provvedere a tali operazioni, fermo restando che dovrebbe poi vedersi restituite dall’ente locale le somme impiegate; abbiamo purtroppo visto che non sempre è così. Però, non dobbiamo dimenticare che le nostre scuole subiscono da statistica, purtroppo, in media, un crollo ogni settimana; grazie a Dio senza accidenti, ma succede. Per tutto questo, noi chiediamo che ci sia un capitolo di spesa che ci consenta di allocare le risorse che in qualche modo sono già giunte a scuola, per esempio per gli esami di stato, ecc., stornandole senza problemi nel capitolo dedicato alla piccola manutenzione.

Sempre a proposito di sicurezza, proponiamo che siano distinti obblighi, responsabilità e relative sanzioni per gli enti locali e per i dirigenti scolastici, distinguendo gli obblighi appunto del proprietario che ha potere di spesa e un ufficio tecnico. Chiediamo che sia il proprietario a redigere il documento di valutazione dei rischi e che prima dell’avvio dell’anno scolastico sia obbligato a fare una ricognizione dell’edificio e a dichiarare, attraverso l’ufficio tecnico, che lo stesso è idoneo ad accogliere gli studenti. Richiediamo inoltre che siano previste sanzioni amministrative e penali nel caso in cui non dovessero essere rispettati gli obblighi. Prevediamo ovviamente anche degli obblighi per i dirigenti che devono mettere in piedi il servizio di prevenzione e protezione, quindi con responsabile della sicurezza, addetti al primo soccorso, addetti antincendio, ecc., con correlativi provvedimenti. Secondo noi è una norma che aiuta a capire di chi sono gli obblighi e di chi le responsabilità relative, e inoltre non ha costi. Anche qui, si chiede che le economie presenti nell’istituto possano essere inseriti in questo fondo per la sicurezza, dalla piccola manutenzione al pagamento anche di tecnici.

Chiediamo infine che la rendicontazione sui fondi europei, come i Pon, richiesta sia più fluida; ad oggi assistiamo a una bulimia amministrativa che non ci spieghiamo affatto”.

Decreto Semplificazione, Audizione Udir, interventi Serena Maiorca, Patrizia Costantini e Pietro Perziani

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