Decreto scuola. “Salva la tua birra”, AssoBirra lancia petizione contro aumento accise. Consumi in calo, riscio copertura finanziaria

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red – Una delle voci che andrà a finanziare il Decreto istruzione che consta tra le altre cose di un piano triennale di immissioni in ruolo, è l’aumento delle accise degli alcolici, birra in testa.

red – Una delle voci che andrà a finanziare il Decreto istruzione che consta tra le altre cose di un piano triennale di immissioni in ruolo, è l’aumento delle accise degli alcolici, birra in testa.

AssoBirra, però, non ci sta e lancia una petizione, accompagnata dal titolo: "Salva la tua birra". Una campagna che prende esempio iniziative simili in Inghilterra e in Olanda per provvedimenti di tassazione simili a quelli italiani.

L’obiettivo della campagna è mobilitare gli oltre 35 milioni di consumatori, facendo sottoscrivere una petizione sul sito www.salvalatuabirra.it e sulla piattaforma social change.org da presentare a Governo e Parlamento. A breve sarà aperta anche una pagina Facebook dedicata e un profilo twitter, oltre all’hashtag #salvalatuabirra.

Alberto Frausin, Presidente di AssoBirra, spiega la scelta dell’associazione: “Le nostre aziende sanno che ci sono settori, come l’istruzione e la cultura, che hanno bisogno di investimenti, ma quello che chiediamo alle Istituzioni e alle forze politiche è di non continuare a trovare le risorse necessarie aumentando ancora le tasse. L’accisa – precisa Frausin – è una tassa che paga il consumatore ogni volta che beve una birra, che lo faccia in pizzeria o al bar o a casa sua. Già oggi 1 sorso su 3 va al Fisco, in pratica su una birra da 66cl da 1 euro ben 37 centesimi sono di tasse; e con i nuovi aumenti si arriverebbe a un sorso su due! Senza contare che questi aumenti rischiano di mettere in ginocchio un settore in cui operano oltre 500 aziende che danno lavoro direttamente a 4.700 persone (+4,4% rispetto al 2011), che arrivano a 144.000 se si considera l’indotto. Senza contare che, da nostre stime, l’aumento dell’accisa porterà anche ad un calo ulteriore dei consumi di birra di circa il 5-6% (consumi che sono peraltro già in calo nei primi mesi del 2013)."

C’è un’altra questione che dovrà essere affrontata: i consumi in calo.

Infatti, i finanziamenti al Decreto saranno affidati ad un settore legato al consumo e che nel 2013 ha mostrato delle flessioni. Nessuna certezza della copertura finanziaria, dunque. Obiezione già avanzata dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Da stime AssoBirra, l’aumento dell’accisa porterà anche ad un calo ulteriore dei consumi di birra valutabile in circa -5/6%. Forse è il caso che se ne tenga conto in sede parlamentare.

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