04 Agosto 2020 - Aggiornato alle 07:31

Decreto Scuola, prende il via la discussione. 400 gli emendamenti, importante il parere della Commissione Bilancio

Ha preso il via in tre Commissioni di Palazzo Madama la discussione per la trasformazione in legge del Decreto Scuola dell’8 aprile n. 22 contenente “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”: l’impegno per i senatori incaricati si prevede corposo, perché gli emendamenti presentati sono quasi 400.

La loro ammissibilità, inoltre, è legata a doppio filo al parere della V Commissione Bilancio sempre di Palazzo Madama: senza il via libera dei parlamentari che si occupano delle coperture finanziarie, collegate anche alle disponibilità del Mef, sarebbe infatti molto difficile per la Commissione Cultura approvare, nei prossimi giorni, qualsiasi emendamento.

In merito abbiamo ascoltato Marcello Pacifico presidente Anief “Ci appelliamo ai componenti del Senato perché prevalga il buon senso e ci si adoperi per trovare la quadra, per il bene degli alunni e di chi lavora nella scuola. Auspichiamo un’intesa tra maggioranza e opposizione sulle modifiche da fare rispetto al testo elaborato dal Consiglio dei ministri un mese fa. Per vincere la supplentite non si può attendere ancora: ne verremmo travolti. È bene, quindi, che si procede alla stabilizzazione immediata di almeno 50 mila precari che hanno svolto 24 mesi, superando il concorso straordinario con prova unica. Il rischio, se non si attuerà questa procedura, è quello di arrivare a compromettere la continuità didattica, con il nuovo anno scolastico non in sicurezza, ancora con “classi pollaio”, peraltro incompatibili con l’emergenza coronavirus. C’è poi da assolvere il diritto al rinnovo delle graduatorie d’istituto e al ricongiungimento alla famiglia”.

Nel Decreto Scuola sono contenute delle misure concernenti gli esami di Stato di I e II grado, con le relative modifiche legate all’emergenza Coronavirus. Misura anche per l’ammissione all’anno successivo, che prevede l’ammissione anche con insufficienze, ma recupero dei debiti a settembre 2020.

Nel testo è presente un riferimento allo stop all’aggiornamento delle Graduatorie di istituto per il 2020/21, un punto che sarà ridiscusso proprio con gli emendamenti e che, a seguito di accordo tra i partiti di maggioranza e il ministero, sarà rivisto.

Tra gli emendamenti di rilievo presentati da parlamentari di maggioranza troviamo quelli relativi al concorso a cattedra straordinario per il quale si richiedono modifiche che vanno dalle assunzioni per soli titoli, a quelle che vogliono l’esame finale dopo un concorso per scorrimento graduatorie.

Assunzioni da graduatorie sono richieste per i docenti di sostegno, in subordine ai concorsi.

Per quanto riguarda le graduatorie d’istituto, si parte da emendamenti che ne contemplano la trasformazione in provinciali con possibilità di aggiornamento e mobilità verso altre province. Altri emendamenti vorrebbero un aggiornamento soft, senza tenere conto dei titoli di mater e corsi di perfezionamento.

Alcune decine di emendamenti al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola sono stati proposti dall’Anief, dopo essere stati illustrati del suo presidente nazionale Marcello Pacifico, nel corso di un’audizione tenuta dinanzi ai senatori della VII Commissione. Le richieste di modifica del decreto riguardano vari aspetti dell’organizzazione scolastica, con particolare riguardo alla gestione del personale precario che mai come in questo momento emergenziale deve essere valorizzato e stabilizzato.

Partendo da dato di fatto che a settembre il nuovo anno prenderà il via con ben oltre 200 mila insegnanti precari, di cui almeno 50 mila senza specializzazione su posti di sostegno, 15 mila di religione cattolica, con 40 mila contratti in scadenza delle maestre con diploma magistrale, 7 mila ruoli sub iudice, migliaia di Dsga facenti funzione, 40 mila supplenti tra Ata ed educatori, il sindacato ha chiesto di procedere ad assunzioni per titoli e all’aggiornamento delle graduatorie in seno agli istituti: una doppia convinzione che ha trovato credito anche nella volontà popolare, visto che la doppia petizione sull’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti e sull’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo, ha avuto un successo inaspettato.

È bene, inoltre, che si agisca sugli organici, cancellando quelli “di fatto”, a partire dallo spostamento degli oltre 50 mila posti in deroga di sostegno in organico di diritto. Per Anief, inoltre, l’emanazione dei bandi di concorso come da decreto ministeriale n. 200/2020 già pubblicato non risolverà il problema endemico della supplentite, neanche con la retrodatazione giuridica perché l’anno sarà iniziato intanto con tantissimi nuovi precari. Se poi i concorsi devono farsi, allora è fondamentale pensare di estenderli, con modalità straordinaria, anche alla scuola dell’infanzia e primaria, agli insegnanti di religione cattolica, di allargarli al personale delle scuole paritarie e della formazione professionale, sempre che non si voglia nel frattempo pensare ad un eventuale nuovo concorso per titoli riservato a tutto il personale docente con 36 mesi di servizio. In caso contrario, si darebbe il via a una nuova ondata di ricorsi al giudice, per evidente discriminazione.

Sulla mobilità del personale di ruolo, infine, attualmente permangono delle gravi limitazioni della libertà personale di migliaia di docenti, costretti a rimanere lontanissimo dai propri affetti a causa di errate assegnazioni per via di algoritmi errati, bisogna approfittare di questo momento per derogare ai vincoli attuali e contemplare il diritto al lavoro con il diritto prioritario alla famiglia, soprattutto in presenza di posti vacanti e disponibili.

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