Decreto scuola potrà ancora essere modificato, si attendono numerosi emendamenti

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Il decreto scuola pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2019 potrà ancora essere modificato: la settimana prossima prende infatti avvio l’iter.

Assegnato alle Commissioni Cultura (VII) e Lavoro (V), il testo approverà in Aula alla Camera il 25 novembre.

C’è da attendersi la presentazione di numerosi emendamenti.

I sindacati FLCGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA hanno annunciato una mobilitazione per l’11 novembre lamentando che l’intesa del 24 aprile  e l’accordo del 1° ottobre non sono stati rispettati a pieno. Essi lamentano

  • in stallo i concorsi abilitanti da inserire in un collegato alla legge di bilancio
  • bisogna dare seguito all’accordo del 18 ottobre sui diplomati magistrali con la proroga delle previsioni del decreto dignità.
  • è inaccettabile l’esclusione dal concorso riservato per accedere ai posti di DSGA del personale Assistente Amministrativo che ha ricoperto tale incarico nella scuola per almeno tre anni

Il sindacato Anief ha già proclamato lo sciopero per il 12 novembre per

  • estendere il concorso straordinario all’infanzia, primaria ed educatori, ai docenti delle paritarie e dei corsi Iefp, ai dottori di ricerca;
  • eliminare la quota limite di posti autorizzati nella nuova graduatoria valida per le assunzioni;
  • riconoscere il servizio prestato su posti di sostegno
  • ridurre a due anni il servizio valutabile e comunque valutare quello in corso.
  • confermare nei ruoli chi ha superato l’anno di prova – quindi i diplomati magistrale e gli insegnanti tecnico-pratici – evitando i licenziamenti e procedendo al reintegro.

Il Sen. Pittoni responsabile istruzione Lega ha già anticipato alcuni emendamenti per concorso straordinario bis, PAS, accantonamento posti Quota 100

Da parte del M5S si è già espressa l’On. Frate ” Diamo priorità di accesso concorsuale a coloro che hanno prestato servizio, stabilendo per i neolaureati una percentuale di posti riservati. È una questione di equità sociale, di buon senso e, questa volta sì, di merito. Chi lavora nella scuola da tanti anni, garantendo la tenuta dell’intero sistema, deve avere la prospettiva del ruolo, c’è poco da fare.”

C’è poi la questione, che interessa numerosi docenti, della terza annualità raggiunta nell’a.s. 2019/20.

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