Decreto scuola, Pittoni (Lega): recupero posti Quota 100. Emendamento

di redazione
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Decreto scuola: la Lega presenterà l’emendamento “Recupero posti quota 100”. 

Articolo 1 quater

Allo scopo di assicurare la copertura dei posti rimasti vacanti e disponibili a seguito della cessazione dal servizio del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario collocato a riposo in applicazione della riforma della “quota 100”, nonché allo scopo di corrispondere alle legittime attese di coloro che sono inclusi a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato, è accantonato, distinto per tipologia, per classe di concorso e per provincia, un numero di posti pari a quelli rimasti vacanti e disponibili successivamente alla chiusura delle procedure di formalizzazione dell’organico, di attuazione della mobilità territoriale e professionale e di immissione in ruolo del personale docente in riferimento all’anno scolastico 2019-2020.

Il suddetto numero di posti accantonati sarà sottratto a tutte le operazioni di mobilità e di nomina in ruolo relative all’anno scolastico 2020-2021 e sarà attribuito con decorrenza giuridica 2019/20 e decorrenza economica 2020/21 a coloro che avevano titolo alla nomina in ruolo già in relazione all’anno scolastico 2019/20.

Relazione illustrativa

La procedura di pensionamento con Quota 100 è più complessa di quella ordinaria per raggiungimento del limite d’età, poiché ogni caso deve essere verificato dall’INPS, che ha il compito di accertare la sussistenza del diritto alla pensione e poi darne comunicazione all’amministrazione di appartenenza.

Nel 2019, primo anno di applicazione, troppe volte è accaduto che la comunicazione dell’esito positivo da parte dell’INPS agli uffici periferici del MIUR è pervenuta successivamente alla data di chiusura del sistema informativo per la gestione dell’organico e della mobilità, che non era stata opportunamente raccordata.

In tali casi il diritto del dipendente è stato fatto salvo: è stato collocato regolarmente a riposo. Ma il posto da lui occupato è divenuto una disponibilità “sopravvenuta”, non utilizzabile per le operazioni di mobilità e, conseguentemente, per le nomine in ruolo che vengono programmate sul 50% dei posti disponibili per la mobilità.

Un gran numero di posti vacanti e disponibili in organico, non si sono così potuti attribuire a coloro che legittimamente attendevano la nomina in ruolo in quanto utilmente collocati nelle relative graduatorie, sia di concorso che ad esaurimento.

Per far fronte alla crescente protesta dei precari che da anni attendono la nomina in ruolo e che quest’anno non l’hanno conseguita per una chiara disfunzione organizzativa, è opportuno intervenire con un provvedimento legislativo che preveda l’accantonamento, in termini numerici, dei posti già vacanti e disponibili quest’anno, in modo da assicurare a coloro che avevano diritto alla nomina in ruolo nel 2019 l’attribuzione dello stesso numero di posti nel corso delle operazioni del 2020.

Senza tale provvedimento, molti potrebbero vedere vanificare le proprie legittime aspirazioni di nomina, poiché i posti del 2019 – se non accantonati – verrebbero in gran parte ridotti dalla mobilità 2020, specie nelle provincie/regioni dove, a causa del decremento delle nascite, più forte si presenta il rischio di contrazione degli organici.

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