Decreto scuola, nodi irrisolti. Serafini: concorso anche per servizio su sostegno. Diplomati magistrale, riforma abilitazione

di Vincenzo Brancatisano
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Va bene l’intesa con il governo raggiunta e sottoscritta il 1 ottobre scorso, ma occorre andare oltre e affrontare e risolvere le criticità che ne sono rimaste fuori.

Elvira Serafini, segretaria generale dello Snals, si prepara agli incontri con il ministro dell’istruzione, che dovranno per forza dirimere tanti nodi irrisolti. Nodi che al di là dell’accordo raggiunto, e per il quale sono state espresse soddisfazioni un po’ da tutti i sindacati firmatari, meritano una attenta riflessione affinché siano risolti con l’urgenza che meritano, per ridare serenità agli operatori scolastici su tutti i livelli. Dai docenti al personale Ata.

Docenti che hanno insegnato sul sostegno senza specializzazione

Quanto allo schema di decreto-legge del 10.10.2019 in materia di reclutamento, Serafini spiega che “prima di tutto occorre chiarire che i docenti che hanno le tre annualità e che hanno insegnato sul sostegno senza specializzazione, provenendo dalle graduatorie di istituto incrociate, possano partecipare al concorso per la materia da cui sono stati chiamati per insegnare sostegno”. La richiesta, chiarisce la sindacalista, è giustificata dal fatto che sono tanti i precari che, pur di insegnare, hanno accettato nomine su sostegno, contribuendo comunque a far funzionare il sistema scuola, dove gli insegnanti specializzati sul sostegno non sono sufficienti a coprire le necessità”.

Docenti con tre anni di annualità su classe di concorso senza posti

Occorre poi prevedere “che i docenti in possesso di titolo di studio idoneo per insegnare una classe di concorso che non ha posti vacanti e disponibili possano comunque seguire il solo percorso abilitativo, con successivo superamento della prova scritta e della prova orale. Il concorso è bandito solo per le classi e materie con posti vacanti e disponibili. Dunque chi ha i requisiti delle tre annualità è comunque escluso. Bisogna evitare disparità di trattamento.

Riforma abilitazione

Quanto alle materie contenute nell’intesa del 1 ottobre scorso, va ricordato che il disegno di legge recante disposizioni in materia di abilitazione sarà presentato come collegato alla manovra di Bilancio. Lo Snals chiede “un percorso più celere e una chiara definizione di coloro che potranno parteciparvi. Ciò serve a dare risposta a tutti coloro per i quali si è creata l’aspettativa di conseguire un’abilitazione e che ha prestato tre annualità di servizio in tutti gli ordini e gradi scuola, a tempo determinato e indeterminato, abilitati con CFU, dottori di ricerca, insegnamento di Religione cattolica. Potrebbero passare in seconda fascia di istituto, partecipare ai concorsi ordinari o alla mobilità professionale, coprire posti vacanti e disponibili, visto che tanti posti del contingente di immissione in ruolo ogni anno restano vacanti per mancanza di personale”.

Semplificazione amministrativa

Ma è urgente anche l’attivazione dei tavoli tecnici, “ perché sono tanti i nodi da sciogliere con urgenza”, aggiunge la segretaria dello Snals. Quali ad esempio? “Intanto, in tema di semplificazione amministrativa. Penso alle cessazioni dal servizio del personale scolastico, che sono a carico delle segreterie tramite l’utilizzo della piattaforma Passweb dell’INPS. Penso ai tanti adempimenti trasferiti alle scuole, alle criticità nell’utilizzo di questa piattaforma, che non tengono conto della nota carenza di organici degli uffici di segreteria, già in difficoltà anche nella gestione del lavoro ordinario”.

Diplomati magistrale

Oggi è previsto un incontro importante sulla situazione dei diplomati magistrale. Si affronterà il problema di come gestire le tante sentenze che stanno producendo la cessazione dal servizio, di ruolo o a tempo determinato, di un numero crescente di maestre. Un numero destinato a salire. Proprio ieri sono state licenziate 39 maestre a Lodi, 60 a Lecco, 200 a Bergamo, per effetto della notifica delle sentenze di merito conclusive dei processi avviati al Consiglio di Stato. Hanno perso il ruolo e lo stipendio, non avranno la Naspi, i bambini sono senza insegnante, all’improvviso. Molti genitori sono sul piede di guerra. Dicono di non comprendere il caos che si sta verificando a danno dei loro figli. Sia le maestre, sia molti dirigenti scolastici, avrebbero preferito che fosse premiata la continuità didattica e che il contratto fosse trasformato in tempo determinato fino al 30 giugno prossimo. Si poteva prevedere una deroga come è successo lo scorso anno? Lo Snals chiederà che all’art. 4, comma 1bis della legge del 9 agosto 2018, n. 96, che ha convertito il DL 12 luglio 2018, n. 87, il termine “30 giugno 2019” sia sostituito con “30 giugno 2020”. Infine lo Snals chiede che dalle parole si passi ai fatti concreti per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre scorso. “L’urgenza, su questo piano – conclude Elvira Serafini – è scontata”.

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