Decreto scuola, Malpezzi (PD): docenti paritarie devono partecipare a concorso straordinario e percorsi abilitazione

di redazione
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Paritarie, 36 mesi e abilitazioni: la Sen. Simona Malpezzi (PD) ha pubblicato un post molto importante sul decreto scuola approvato in Consiglio dei Ministri il 10 ottobre. 

“Siamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge che prevede le misure straordinarie in materia di reclutamento del personale scolastico e di abilitazione dei docenti.

Abbiamo accolto favorevolmente la proposta perché stabilisce un meccanismo -contenuto nel DL 59/2017- che tiene in equilibrio le esigenze dei precari non abilitati con 36 mesi di servizio e il diritto degli studenti ad avere personale formato e selezionato.

Il decreto rappresenta un buon compromesso per stabilizzare molti docenti e assegnare cattedre vacanti e disponibili che hanno bisogno di essere coperte con contratti a tempo indeterminato.

Tuttavia, ci sono delle questioni che restano aperte (a testo vigente uscito dalle anticipazioni stampa) e che andranno sanate nel corso dell’iter parlamentare del provvedimento.

La prima riguarda le scuole paritarie.

Infatti, il concorso straordinario per il reclutamento e per l’acquisizione dell’abilitazione è riservato al momento ai docenti precari che hanno insegnato per tre anni nelle scuole statali (ma non in quelle paritarie).

Questo è un problema.

Innanzitutto perché così si fa passare il messaggio che l’insegnamento nelle paritarie valga meno che quello nelle statali, cosa altamente “fuori legge” secondo la legge 62/2000, che ha istituito la parità scolastica.

Secondo perché giustamente la legge obbliga queste scuole ad avvalersi di docenti abilitati, pena la mancata certificazione e la chiusura (e la legge 107 ha ulteriormente aumentato i controlli per la parità).

Quindi non solo è importante riconoscere l’equiparazione del servizio nelle paritarie a quello nelle scuole statali e consentire accesso al concorso ma anche che l’amministrazione provveda a istituire i percorsi necessari per poter conseguire il titolo abilitante in modo da venire incontro alle scuole stesse che non possono essere depauperate di un patrimonio di docenti che contribuiscono a formare.

Al momento, invece, ci troviamo di fronte a una scelta iniqua che non rispetta la legge e che rischia di creare contenziosi giudiziari. A questi docenti deve essere consentita la possibilità di fare il concorso come a tutti gli altri e alle scuole di poter essere in regola come la legge prevede.

Invito tutti ad una riflessione ulteriore.”

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