Decreto scuola convertito nella Legge 159/2019, Anief: diversi profili di incostituzionalità

Anief – Arriva dunque in Gazzetta Ufficiale il decreto scuola, più noto come salva-precari: si tratta della Legge 159/2019, la quale proprio da oggi entrerà in vigore.

Ma per Anief vi sono diversi profili di incostituzionalità legati in primo luogo all’esclusione dai ruoli della procedura straordinaria del personale della scuola statale dell’infanzia e primaria, dei docenti di religione cattolica, delle paritarie o dei corsi regionali Iefp, dei precari con 24 mesi di servizio, come dei collaboratori scolastici dalla stabilizzazione. Il sindacato conferma la volontà di ricorrere al Tar Lazio in attesa dell’informativa sui bandi. Nei prossimi giorni saranno aperte le pre-adesioni ai ricorsi per il personale docente escluso.

LE MODIFICHE APPROVATE RICHIESTE DA ANIEF

Scorrendo il testo convertito in legge, si prende atto che a seguito dell’audizione parlamentare in VII – XI Commissione di Montecitorio e la manifestazione nazionale proclamata da Anief, sono state accolte solo alcune richieste: l’immissione del personale delle paritarie e dei percorsi regionali alla procedura abilitante, l’estensione agli ultimi dieci anni del servizio prestato, la valutazione del servizio prestato senza titolo su posto di sostegno, lo scorrimento delle graduatorie degli idonei dell’ultimo concorso per Insegnanti di religione cattolica, la partecipazione con riserva per gli specializzandi del V ciclo o per chi svolge servizio anche per l’anno in corso, la possibilità di concorrere sia su posti di sostegno che curricolari, il raddoppio dei posti banditi per dirigenti tecnici, la trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali ma soltanto per le supplenze annuali o al termine dell’attività didattica, la riapertura della terza fascia ai laureati.

I TROPPI ESCLUSI DALLE PROCEDURE STABILIZZANTI

Sono tutti provvedimenti importanti quelli approvati, ma, alla resa dei conti, risultano “poca roba” rispetto alla grandissima platea di candidati esclusi che potrebbero ambire, per mille ragioni, a un ruolo o a un’abilitazione all’insegnamento, ma anche ai più di centomila posti che continueranno a essere assegnati in supplenza a dispetto delle nuove otto graduatorie da cui assumere gli insegnanti. Sono tutte esclusioni che per lo studio legale di Anief appaiono sempre più incostituzionali, rispetto al fine della norma di assorbire il precariato e risparmiare sui risarcimenti ordinati dai giudici nelle cause presso i tribunali del lavoro per abuso dei contratti a termine.

IL PARERE DI MARCELLO PACIFICO, PRESIDENTE NAZIONALE ANIEF

“Noi comunque non ci rassegniamo – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: proveremo nel prossimo decreto Milleproroghe, ancora una volta durante l’iter di conversione, a riaprire le GaE o a utilizzare le nuove graduatorie di istituto provinciali per assumere subito i precari di seconda o terza fascia e per stabilizzare tutto il personale docente e Ata sui posti vacanti e disponibili”.

“Queste saranno anche le prime richieste che faremo al nuovo ministro Lucia Azzolina, appena sarà insediato nelle sue funzioni, insieme all’adeguamento immediato di tutto l’organico di fatto a quello di diritto, allo stop alle classi pollaio – come dalla stessa Azzolina auspicato con un apposito decreto legge depositato da tempo – e ai limiti sul contingente dei posti di sostegno, nonché ad una soluzione concreta e definitiva per dirimere il contenzioso pendente relativo anche ai docenti con diploma magistrale e agli Itp”, conclude il sindacalista autonomo.