Decreto scuola, Anief: sbloccati posti Quota 100. Assunzione retrodatate

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Anief –  L’anno prossimo il personale che lascerà la scuola anticipatamente attraverso l’anticipo pensionistico “Quota 100”, introdotto dal Governo M5S-Lega e valevole fino al 2021, sarà rimpiazzato con nuove assunzioni a tempo indeterminato:

è servita da lezione, quindi, l’esperienza della scorsa estate, quando le lungaggini delle verifiche dei requisiti per accedere al pensionamento, realizzate dall’Inps, hanno vanificato la possibilità di assegnare nel contingente delle immissioni in ruolo i tanti posti liberati attraverso il sistema previdenziale che permette di lasciare il lavoro con almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica.

COSA DICE L’EMENDAMENTO

Nella fattispecie, l’emendamento 1. 107. al decreto n. 126 sulla scuola che da domani arriverà nell’Aula della Camera, dopo la sua approvazione da parte delle Commissioni VII e IX, prevede che “in via straordinaria, in considerazione dei posti” che a seguito della pensione anticipata con il sistema cosiddetto “Quota 100” anche nel 2020 rimarranno “vacanti e disponibili, sono nominati in ruolo i soggetti inclusi a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato, che siano in posizione utile per la nomina rispetto alle facoltà assunzionali non utilizzate alla conclusione delle operazioni di immissione per l’anno scolastico 2019/2020”.

La nomina del lavoratore subentrante in ruolo prevede, sempre secondo l’emendamento approvato, che avrà “decorrenza giuridica dal 1° settembre 2019 e decorrenza economica dalla presa di servizio, che avviene nell’anno scolastico 2020/2021”. Infine, chi subentrerà al personale, avrà facoltà di scegliere “la provincia e la sede di assegnazione con priorità rispetto alle ordinarie operazioni di mobilità e di immissione in ruolo da disporsi per l’anno scolastico 2020/2021”.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ANIEF

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “era assurdo non prevedere il turn over su decine di migliaia di posti vacanti e disponibili a tutti gli effetti. Tra l’altro in un contesto di supplenze annuali che ha raggiunto una soglia altissima. Lo abbiamo scritto, anche nero su bianco, all’interno dei 30 emendamenti presentati nei giorni scorsi nel decreto salvaprecari, ribadito durante l’audizione  alla Camera, in occasione dell’ultimo sciopero e sit in davanti a Montecitorio. Ora, la nostra richiesta si sta materializzando”.

IL TESTO DELL’EMENDAMENTO APPROVATO

Qui di seguito, l’emendamento integrale approvato dalle Commissioni di Montecitorio e che potrebbe avere il via libera dell’Aula della Camera la prossima settimana:

  1. 107. (Nuova formulazione) Lattanzio, Carbonaro, Piccoli Nardelli, Lepri, Toccafondi, D’Alessandro, Fratoianni, Epifani, Fusacchia, Siragusa, De Lorenzo, Tucci, Barzotti, Tripiedi, Villani, Amitrano, Ciprini, Aiello, Costanzo, Pallini, Aprea, Zangrillo, Casciello, Marin, Palmieri, Saccani Jotti, Cannatelli, Fatuzzo, Musella, Polverini, Rotondi, Scoma.

Dopo il comma 18, sono inseriti i seguenti:

18-bis. In via straordinaria, in considerazione dei posti rimasti vacanti e disponibili a seguito dell’applicazione dell’articolo 14, comma 7, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, sono nominati in ruolo i soggetti inclusi a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato, che siano in posizione utile per la nomina rispetto alle facoltà assunzionali non utilizzate alla conclusione delle operazioni di immissione per l’anno scolastico 2019/2020. La predetta nomina ha decorrenza giuridica dal 1 settembre 2019 e decorrenza economica dalla presa di servizio, che avviene nell’anno scolastico 2020/2021. I soggetti di cui al presente comma scelgono la provincia e la sede di assegnazione con priorità rispetto alle ordinarie operazioni di mobilità e di immissione in ruolo da disporsi per l’anno scolastico 2020/2021.

18-ter. Il fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è incrementato di euro 14,44 milioni nel 2020, di euro 1,41 milioni nell’anno 2021 e di euro 7,26 milioni annui a decorrere dal 2024. 18-quater. L’articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, è sostituito dal seguente: «4. I componenti dei GIT non sono esonerati dalle attività didattiche. Ai predetti componenti spetta un compenso per le funzioni svolte, avente natura accessoria, da definire con apposita sessione contrattuale nel limite complessivo di spesa di 0,67 milioni di euro per l’anno 2020 e di 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2021.»

18-quinquies. All’onere derivante dai commi 18-bis e 18-ter, pari a euro 14,44 Pag. 39milioni nel 2020 e a euro 13,11 milioni annui a decorrere dal 2021, si provvede mediante i risparmi di spesa di cui al comma 18- quater.

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