Decreto scuola, Anief: in migliaia rimangono esclusi. Sciopero il 12 novembre

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Anief – Dopo l’approvazione del decreto da parte del Consiglio dei ministri, Anief conferma lo sciopero e il sit-in del 12 novembre per sensibilizzare i gruppi parlamentari sulle diverse proposte emendative che saranno elaborate per affrontare l’irrisolto problema della supplentite e del precariato.

Le violazioni all’attenzione dello studio dell’Ufficio legale dell’Anief e oggetto di proposte emendative riguardano:

  1. l’esclusione dell’anno in corso dalla valutazione del servizio prestato all’interno dei 36 mesi
  2. l’esclusione della valutazione del servizio prestato prima degli ultimo otto anni
  3. l’esclusione del personale che ha prestato 24 mesi (180 gg. per due anni) di servizio
  4. l’esclusione del servizio prestato presso la scuola paritaria
  5. l’esclusione del servizio prestato presso i corsi Istruzione e Formazione professionale regionali
  6. l’esclusione dei docenti ITP senza titolo di laurea
  7. l’esclusione dalla graduatoria finale di tutti gli idonei collocati dopo la 24millesima posizione
  8. l’esclusione dei docenti di religione
  9. l’esclusione degli educatori
  10. l’esclusione dei docenti dell’infanzia e della primaria
  11. l’esclusione dei docenti che hanno prestato servizio su sostegno senza specializzazione
  12. l’esclusione della possibilità di presentare domanda sia per i posti di sostegno che su classe di concorso
  13. l’esclusione dalla stabilizzazione dei collaboratori scolastici
  14. l’esclusione dalla stabilizzazione dei ricercatori universitari
  15. il mancato rimborso della quota universitari pagata per il conseguimento dei 24 CFU per tutto il personale di ruolo

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende perché inserire nelle nuove graduatorie, che subentreranno alle GaE esaurite, soltanto una parte del personale. Come è inspiegabile il motivo per il quale non si trova una soluzione per le migliaia di maestre licenziate. Lo sciopero nazionale proclamato dall’Anief servirà proprio a questo: modificare un testo incompleto, che lascia insoddisfatti tantissimi precari. Il Parlamento ci deve ascoltare, altrimenti a sistemare tutto ci penseranno i tribunali”.

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione