Decreto scuola, Anief: Dsga ff senza laurea partecipano a concorso riservato

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Anief – Si riapre la porta del concorso agli oltre 600 assistenti amministrativi facenti funzione come Direttore dei servizi generali e amministrativi, anche senza il possesso del titolo di studio, come richiesto dal giovane sindacato in audizione. Lo prevede un emendamento, il 2.30, licenziato dalle Commissioni VII e IX della Camera.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si può assumere per anni personale ATA per ricoprire questo ruolo, in assenza di concorsi, e poi disconoscerne la professionalità, specialmente quando per dieci anni si bloccano i passaggi verticali previsti dal contratto”

L’apertura del concorso senza laurea, come chiesto da Anief, prevede anche l’aumento dal 10% al 30% della percentuale dei posti riservati agli idonei dell’attuale concorso, a fronte del 100% dei posti richiesti da Anief.

ACCOLTA LA RICHIESTA DEL GIOVANE SINDACATO

Anief reputa importante che l’emendamento, senza alcun impatto finanziario per le casse pubbliche, vada avanti sino all’approvazione finale. A garantirne la liceità è anche il Testo Unico sulla Pubblica Amministrazione, che prevede una riserva di posti ai facenti funzione su ruoli superiori proprio per non disperdere la professionalità acquisita. Il giovane sindacato aveva chiesto di introdurre, a questo proposito, una riserva adeguata di posti, introducendo il limite al 30% degli idonei che saranno ammessi alla graduatoria di merito finale utile per i ruoli e dell’alto numero (più di 3 mila) di sedi di Dsga scoperte rispetto anche ai duemila posti banditi. In caso contrario, verrebbe meno anche l’intesa firmata lo scorso mese di settembre tra il Miur e le organizzazioni sindacali firmatarie di contratto.

IL PARERE DEL PRESIDENTE ANIEF

“La verità è una sola – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – : è giunta l’ora di aprire un canale dedicato per il reclutamento dei tanti Dsga, ancora di più per via del blocco decennale dei passaggi verticali che ha portato ad avere oggi una sede su tre scoperta e affidata proprio a quegli amministrativi che si vogliono clamorosamente abbandonare. La nostra posizione è stata scritta, nero su bianco, negli emendamenti Anief al decreto salva precari, consegnati ai parlamentari delle Commissioni Cultura e Lavoro durante l’audizione tenuta alla Camera, nel giorno dell’ultimo sciopero con sit-in tenuto davanti a Montecitorio”.

IL TESTO DELL’EMENDAMENTO APPROVATO

Proponiamo l’emendamento integrale approvato dalle Commissioni della Camera dei Deputati e che potrebbe avere il via libera della Camera a partire da dopodomani, quando prenderanno il via le votazioni in Aula:

30. (Nuova formulazione) Lattanzio, Toccafondi, Miceli, Siragusa, De Lorenzo, Tucci, Barzotti, Tripiedi, Villani, Amitrano, Ciprini, Aiello, Costanzo, Pallini, Aprea, Zangrillo, Casciello, Marin, Palmieri, Saccani Jotti,
Cannatelli, Fatuzzo, Musella, Polverini, Rotondi, Scoma, Acunzo, Bella, Carbonaro, Casa, Gallo, Mariani, Melicchio, Nitti, Testamento, Tuzi, Vacca, Valente, Bucalo, Ciampi, Di Giorgi, Orfini, Piccoli Nardelli, Prestipino, Rossi, Carla Cantone, Gribaudo, Lepri, Mura, Serracchiani, Soverini, Viscomi.

Al comma 6, dopo le parole: 2011/2012 aggiungere le seguenti:, anche in deroga al possesso del titolo di studio specifico previsto dalla normativa vigente per l’accesso al profilo di direttore dei servizi generali e amministrativi e dopo le parole: 27 dicembre 2017, n. 205 aggiungere le seguenti:, nelle quali la percentuale di idonei viene elevata al 30 per cento dei posti messi a bando per la singola regione, con arrotondamento all’unità superiore.

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