Decreto scuola: ammettere anche alunni con pochissime presenze è una decisione saggia? Lettera

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inviata da Prof. Gianfranco Pulina –  Da docente di scuola secondaria vorrei porre alla ministra un quesito che penso riguardi soprattutto la secondaria superiore.

Secondo quanto è dato sapere al momento tutti gli alunni delle classi intermedie verrebbero ammessi alla classe successiva con l’obbligo di frequentare, nei casi il consiglio di classe lo decida in fase di scrutinio finale, un corso di recupero ad inizio del prossimo anno scolastico.

In attesa di una circolare esplicativa che stabilisca tempi e modi di questo eventuale recupero vorrei avere delucidazioni su un aspetto che sicuramente a giugno creerà, se non normato, molti problemi di interpretazione.

Passeranno alla classe successiva anche quegli alunni che al 5 Marzo avevano frequentato poco o niente le lezioni ma non essendosi ritirati formalmente risultavano ancora negli elenchi delle varie classi ?

Stiamo parlando di quasi sei mesi di lezioni non frequentate cioè due terzi del monte ore annuale.

A mio parere sarebbe veramente una follia che, pur in questa situazione difficile e straordinaria, si possa pensare di spazzare via quanto fatto durante quei sei mesi consentendo ad alunni che non hanno frequentato almeno un minimo di ore di lezione di andare avanti senza alcun merito.

Su quali basi pedagogiche si attuerebbe questa scelta ? E la meritrocazia ?

E il porre sempre l’accento sull’importanza della frequenza alle lezioni dove andrebbe a finire ?

Io penso che dei limiti si debbano porre. Si potrebbe stabilire ad esempio che il superamento del 40 % di assenze calcolato alla data di entrata in vigore della sospensione dell’attivita didattica in classe automaticamente sancisca la non ammissione.

Infine vorrei sottolineare che  non è stata una buona idea dire quasi da subito, che si sarebbe andati nella direzione di assicurare la promozione a tutti perché è stato molto destabilizzante.

Proprio in un momento in cui gli insegnanti stavano producendo uno sforzo incredibile per continuare a fare un minimo di lezione ha creato confusione e autorizzato molti alunni a disinteressarsi e allontanarsi dall’attività didattica.

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