Decreto salva-scatti. “Dove sono finiti i 2 miliardi di risparmi della Legge Gelmini?”

di redazione
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red – Nei prossimi giorni verrà discusso in Senato e poi alla Camera il decreto per lo sblocco degli scatti stipendiali del personale della scuola, che prevede una sessione negoziale per il recupero dell’anzianità 2012.

red – Nei prossimi giorni verrà discusso in Senato e poi alla Camera il decreto per lo sblocco degli scatti stipendiali del personale della scuola, che prevede una sessione negoziale per il recupero dell’anzianità 2012.

Il M5S ha denunciato già durante la discussione della Legge di Stabilità quello che è il vero fulcro della questione, ignorato dai media e da tutte le forze politiche. 

“Abbiamo scoperto che la finanziaria di Tremonti del 2008 prevedeva espressamente che il 30% degli oltre 8 miliardi di euro tagliati alla scuola pubblica avrebbe dovuto essere impiegato strutturalmente proprio per pagare gli scatti del personale scolastico. Cosa che, evidentemente, non è mai stata fatta” dichiara Silvia Chimienti, deputata del M5S.

“In occasione della legge di stabilità siamo stati gli unici a presentare un emendamento che chiedeva di non applicare al personale della scuola il blocco degli scatti stipendiali e della contrattazione, proprio in virtù di quel pesantissimo taglio. Il Governo però ha bocciato l’emendamento e ora, dopo l’incredibile vicenda del prelievo forzoso dei 150 euro, tenta di mettere una pezza stanziando appena 120mln di euro per la copertura finanziaria dell’operazione di recupero degli scatti 2012.

Purtroppo – continua la deputata – sono cifre assolutamente insufficienti se raffrontate al 30% dei tagli lineari effettuati dal duo Tremonti-Gemini. Stiamo parlando di ben 2 miliardi di euro: dove sono finiti questi soldi? Per quale motivo il Governo vuole attingere al MOF, fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, dal momento che ha a disposizione per legge ben 2 miliardi?

Per questo motivo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare e daremo battaglia durante la discussione del decreto”.

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