Decreto Salva-Infrazioni, Pacifico (Anief) in audizione: “Diamo segnali forti all’Europa, basta con discriminazioni tra personale di ruolo e precario. Sì al doppio canale di reclutamento”

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È appena terminata l’audizione al Senato per discutere del decreto legge Salva-Infrazioni 69/23: a presentare i motivi degli emendamenti da introdurre il sindacato Anief, nel corso dell’incontro in IV Commissione di Palazzo Madama, Politiche dell’Unione Europea.

Marcello Pacifico, presidente nazionale della giovane organizzazione sindacale, ha illustrato le 15 proposte di modifica agli articoli 11, 14 e 15 del DL approvato dal Consiglio dei Ministri, a partire dagli effetti della procedura di infrazione n. 2014/4231 sui contratti di lavoro a tempo indeterminato nel settore pubblico, in particolare sul precariato scolastico, universitario e Afam.

 

Il leader Anief ha chiarito come questo sia “un giorno importante, perché ci si sta occupando di un provvedimento legislativo che guarda ai precari e vuole dare una risposta all’Europa”, che certamente ha bisogno di segnali forti. “Parleremo dei precari della scuola, dell’Afam e dell’Università, ma anche della Carta docenti. Su quest’ultima riceviamo giornalmente sentenze che vedono protagonisti i legali Anief, grazie ai quali i precari discriminati vengono risarciti”.

 

“Stiamo quindi parlando – ha continuato Pacifico – di una procedura di infrazione del 2014, preceduta da un’altra dal 2010. In seguito ci sono state le sentenze Mascolo e Motter, oltre a quelle della Cassazione italiana del 2012 e 2016. L’Europa ha anche inviato una lettera di messa in mora, a cui l’Italia ha risposto a giugno, dopo che Anief ha avuto una raccomandazione del Consiglio dell’UE: quindi, in sintesi, è la prima volta che l’Italia si occupa di questa materia, dopo 13 anni. Ora parliamo delle soluzioni”.

 

Il sindacalista autonomo, a proposito della ricostruzione di carriera del personale di ruolo, ha detto che “il servizio verrà valutato per intero. Ora, nella procedura di infrazione troviamo due principi: il primo evidenzia come il personale precario non più avere un trattamento diverso da quello del personale di ruolo, il secondo assicura la non discriminazione. Quindi, non deve avvenire l’abuso dei contratti a termine, se accade bisogna risarcire. Quindi, se non ci sono i soldi per pagare scatti, ferie, ecc. almeno non si obblighi a rinunciare al privilegio dei 180 giorni più uno. Al fine di porre una soluzione a questo problema, la Cassazione ha individuato la misura risarcitoria: in presenza di un abuso di contratti a termine per più di 36 mesi su posto vacante e disponibile, tale abuso va risarcito con una somma che va da 2,5 mensilità a 12 mensilità”.

 

“Non dimentichiamoci che è necessario utilizzare il doppio canale di reclutamento: dal 2015 a oggi si è deciso di non procedere con le graduatorie a esaurimento ma con i concorsi straordinari per la stabilizzazione. Negli ultimi anni il precariato è cresciuto del 220%: attualmente abbiamo 250mila precari. Ma che segnale diamo all’Europa con questi numeri? Dobbiamo procedere con il doppio canale di reclutamento utilizzando le Gps. Sempre per il principio di non discriminazione, non è possibile creare precari di serie A e di serie B: questo accade per i docenti che insegnano nelle scuole paritarie. Così come accadrà nuovamente a breve: i precari con contratto al 31 agosto potranno richiedere la carta docenti, e gli altri? Riconosceremo questa misura solo a 50mila precari, e gli altri 200mila?” ha continuato il presidente Anief.

 

“Ci spostiamo in altri ambiti per parlare sempre di precari: bisogna utilizzare il doppio canale di reclutamento anche per Afam. Per quanto riguarda l’Università, esiste una carta europea dei ricercatori del 2005, mai recepita in Italia. Secondo questo documento, chi ha almeno 3 anni di assegno di ricerca e 3 anni di dottorato di ricerca può essere considerato ricercatore e può, di conseguenza, partecipare alla chiamata diretta se ha l’abilitazione scientifica nazionale. Il Governo deve rispondere, ci sono migliaia di precari che stanno aspettando”, ha concluso il leader Anief, Marcello Pacifico.

 

Per visionare il documento preparato da Anief, cliccare qui.

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