Decreto Rilancio è legge, via libera ad assunzioni di docenti a tempo determinato, ma licenziati in caso di nuovo lockdown

Via libera definitivo al Senato per il decreto Rilancio. Il provvedimento, dopo il via libera della Camera, ha ricevuto anche quello del Senato, su cui era stata posta la questione di fiducia. Il provvedimento è stato approvato con 159 voti favorevoli e 121 contrari ed è ora legge.

Un provvedimento che farà discutere è quello che riguarda l’assunzione a tempo determinato di docenti e Ata.

Si potrà derogare al numero minimo e massimo di alunni per classe, dal momento che le misure di distanziamento fisico comporteranno un lavoro con gruppi più esigui di studenti. A tal fine si potrà anche assumere nuovo personale docente e ATA a tempo determinato, proprio per garantire un numero adeguato di operatori a disposizione di ogni classe.

Come già scritto su Orizzonte Scuola il 4 luglio scorso, si tratta della possibilità di attivare fino a 50mila posti, ma che siano tagliati in caso di nuova chiusura delle scuole.

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Il testo dell’emendamento approvato

1. Al fine di consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, con ordinanza del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte ad autorizzare i dirigenti degli uffici scolastici regionali, nei limiti delle risorse di cui al comma 2, a:

a) derogare, nei soli casi necessari al rispetto delle misure di cui all’alinea ove non sia possibile procedere diversamente, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun ordine e grado di istruzione, dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81;

b) attivare ulteriori posti di incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo;

c) prevedere, per l’anno scolastico 2020/2021, la conclusione degli scrutini entro il termine delle lezioni.

3. Il Ministero dell’istruzione, entro il 31 maggio 2021, provvede al monitoraggio delle spese di cui al comma 2 per il personale docente e ATA, comunicando le relative risultanze al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il mese successivo. Le eventuali economie sono versate all’entrata del bilancio dello Stato e sono destinate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica.

Le parole di Vittoria Casa

In un’intervista a Orizzonte Scuola, la deputata del Movimento Cinque Stelle, Vittoria Casa, aveva parlato così dell’emendamento approvato: “Questi incarichi possono essere attivati dall’inizio delle lezioni o dalla presa di servizio, fino al termine delle lezioni, in aggiunta ai posti già previsti dagli organici per i docenti e il personale ATA. Saranno in relazione alle reali esigenze organizzative delle singole scuole e cesseranno qualora si dovessero di nuovo interrompere le lezioni in presenza, cosa che ci auguriamo vivamente non debba mai accadere. Disporre di personale aggiuntivo può permettere una maggiore autonomia e una maggiore sicurezza nell’organizzazione delle attività didattiche”.

Tutte le norme approvate dal Decreto Rilancio

Un miliardo per l’emergenza e 331 milioni già inviati alle scuole

Il decreto istituisce un “Fondo per l’emergenza epidemiologica da Covid-19” da 977,6 milioni di euro, presso il Ministero dell’Istruzione, per la ripartenza e con l’obiettivo di contenere il rischio sanitario.

Per assicurare la ripresa delle attività scolastiche il decreto incrementa, poi, di 331 milioni di euro il Fondo destinato al funzionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2020/2021. Risorse che, già durante la conversione del provvedimento, sono state assegnate ai dirigenti scolastici che possono utilizzarle per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti. Ma anche per interventi a favore della didattica per le studentesse e gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali, per potenziare la didattica digitale. E poi, ancora, per adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica, per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti.

Le scuole hanno già avuto anche 39 milioni per la gestione in sicurezza degli Esami di Stato del secondo ciclo, che si sono svolti in presenza.

Sempre per l’organizzazione di settembre, per poter consentire il distanziamento e ridurre le aule affollate, sono possibili, in base al decreto, deroghe al numero di alunni per classe. A questo scopo il provvedimento prevede la possibilità di attivare ulteriori posti di personale docente e ATA a tempo determinato.

Il decreto incrementa, poi, di 15 milioni, per il 2020, il Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione da 0 a 6 anni, stabilendo modalità specifiche per la ripartizione delle risorse, al fine di assicurare la loro tempestiva erogazione. 

Stanziati anche 13,1 milioni per evitare il taglio del FUN, il Fondo Unico Nazionale, che consentiranno di mantenere invariata la retribuzione pro-capite di posizione variabile e di risultato dei dirigenti scolastici, scongiurando possibili riduzioni a fronte dell’aumento di dirigenti in ruolo a seguito dell’ultimo concorso. 

Edilizia scolastica

Via libera alla semplificazione delle norme per velocizzare gli interventi di edilizia scolastica durante la sospensione delle attività didattiche. Il Fondo unico per l’edilizia scolastica viene incrementato di 30 milioni di euro per il 2020.

Risorse per le scuole paritarie

Previsto lo stanziamento di 300 milioni di euro per il 2020. Le risorse sono destinate al funzionamento degli istituti paritari e ai gestori dei servizi educativi non statali dell’infanzia e vengono erogate a seguito dell’emergenza sanitaria e per affrontare la ripresa. Saranno ripartite dagli Uffici Scolastici Regionali sulla base del numero di alunne e alunni iscritti.

Concorsi + 16.000 posti a bando

Aumentati i posti per i concorsi ordinario (+8.000) e straordinario (+8.000) per la scuola secondaria di I e II grado banditi a fine aprile. Per lo straordinario i posti saranno, dunque, 32.000, mentre saranno 33.000 quelli dell’ordinario. A questi concorsi si somma quello previsto per la scuola dell’infanzia e della primaria, anche questo bandito a fine aprile, per un totale di 78.000 posti a concorso per la scuola. 

Mille assistenti tecnici nel primo ciclo

Si prevedono mille assistenti tecnici nel primo ciclo per sostenere l’utilizzo delle piattaforme multimediali per la didattica e per assicurare le funzionalità della strumentazione informatica. Il contingente verrà ripartito tenendo conto del numero di alunne e alunni di ciascun istituto.

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