Decreto Rilancio, 1,6 miliardi e tante disposizioni per la ripresa. Anief: trovare altri 14 miliardi dal Recovery Fund

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Anief – Il Decreto Rilancio è stato oggi convertito in legge in via definitiva al Senato: al fine del rientro a settembre in sicurezza a scuola sono stati stanziati oltre 1,6 miliardi. Di questa somma, ha fatto sapere il ministero dell’Istruzione, 1 miliardo per l’emergenza e 331 milioni sono stati già inviati alle scuole.

In particolare, il decreto istituisce un “Fondo per l’emergenza epidemiologica da Covid-19” da 977,6 milioni di euro, presso il ministero dell’Istruzione, per la ripartenza e con l’obiettivo di contenere il rischio sanitario. Per assicurare la ripresa delle attività scolastiche il decreto incrementa poi di 331 milioni il Fondo destinato al funzionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2020/21.

“Auspichiamo che il finanziamento e il completamento delle norme introdotte col Decreto Rilancio approvato oggi – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si possano definire a questo punto nella Legge di Bilancio. La politica delle mancate stabilizzazioni dei precari storici ci ha portato al record assoluto di 250 mila supplenze annuali, comprensive di 85 mila posti vacanti e 70 mila cattedre di sostegno in deroga. Non affrontare il problema nemmeno dinanzi ad una pandemia mondiale sarebbe un errore imperdonabile. Auspichiamo, quindi, che le indicazioni fornite dall’Anief al premier Giuseppe Conte sull’utilizzo esclusivo per la scuola del 10% dei fondi dei 172 miliardi in arrivo dal Recovery Fund possano effettivamente trovare seguito.  Solo cancellando dai vincoli di bilancio pubblico le spese di funzionamento della scuola, abbandonando la linea dei tagli e del dimensionamento degli ultimi 12 anni, si potrà dire di aver finalmente agito per la risalita della scuola”.

LA RIPARTIZIONE DEI FONDI

Diventa legge dello Stato l’assegnazione di 1,6 miliardi di euro. Sono risorse, hanno spiegato oggi dal ministero dell’Istruzione, che già in fase di conversione del provvedimento sono state assegnate ai dirigenti scolastici, i quali “possono utilizzarle per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti. Ma anche per interventi a favore della didattica per le studentesse e gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali, per potenziare la didattica digitale. E poi, ancora, per adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica, per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti”.

Le scuole hanno inoltre già avuto 39 milioni per la gestione in sicurezza degli Esami di Stato del secondo ciclo, che si sono svolti in presenza. Sempre per l’organizzazione da attuare nel mese di settembre, al fine di consentire il distanziamento e ridurre le aule affollate, sono possibili, in base al decreto, deroghe al numero di alunni per classe. A questo scopo il provvedimento prevede la possibilità di attivare ulteriori posti di personale docente e Ata a tempo determinato. 

Il decreto incrementa, poi, di 15 mln, per il 2020, il Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione da 0 a 6 anni, stabilendo modalità specifiche per la ripartizione delle risorse, al fine di assicurare la loro tempestiva erogazione. Stanziati anche 13,1 milioni per evitare il taglio del FUN, il Fondo Unico Nazionale, che consentiranno di mantenere invariata la retribuzione pro-capite di posizione variabile e di risultato dei dirigenti scolastici, scongiurando possibili riduzioni a fronte dell’aumento di dirigenti in ruolo a seguito dell’ultimo concorso. 

CONCORSI CON PIÙ POSTI

Sempre da viale Trastevere si specifica che sono “aumentati i posti per i concorsi ordinario (+8.000) e straordinario (+8.000) per la scuola secondaria di I e II grado banditi a fine aprile. Per lo straordinario i posti saranno, dunque, 32.000, mentre saranno 33.000 quelli dell’ordinario. A questi concorsi si somma quello previsto per la scuola dell’infanzia e della primaria, anche questo bandito a fine aprile, per un totale di 78.000 posti a concorso per la scuola”. Infine, “si prevedono mille assistenti tecnici nel primo ciclo per sostenere l’utilizzo delle piattaforme multimediali per la didattica e per assicurare le funzionalità della strumentazione informatica. Il contingente verrà ripartito tenendo conto del numero di alunne e alunni di ciascun istituto”.

Vengono approvate, quindi, anche le modifiche apportate alla Camera la scorsa settimana, così da venire incontro alle necessità espresse anche nel documento del Comitato tecnico-scientifico sulle misure di sicurezza per il rientro nelle classi in coincidenza con il nuovo anno scolastico. Via libera dunque alla “stipula, nel corso dell’anno scolastico 2020/2021”, di “un contratto aggiuntivo a tempo determinato fino al 31 dicembre 2020, a completamento dell’orario di servizio presso la sede di titolarità” di tutto il personale Lsu assunto in ruolo con modalità part-time. Si istituisce la previsione, per l’anno scolastico 2020/2021, della conclusione degli scrutini entro il termine delle lezioni ed infine, per le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca, l’equipollenza dei titoli ottenuti al termine dei corsi biennali sperimentali per il conseguimento del diploma di specializzazione in musicoterapia anche ai fini concorsuali, ai diplomi accademici di secondo livello rilasciati dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

L’ANALISI DEL SINDACATO

Anief ritiene che siano condivisibili i punti di partenza per poter aumentare l’organico del personale docente ed Ata ma chiede al Governo un impegno più incisivo, anche alla luce della scrittura della prossima legge di bilancio, per poter dotare ogni istituzione scolastica di un assistente tecnico e tutte le scuole di più personale docente ed amministrativo ed anche di dirigenti nelle scuole sottodimensionate.

La conferma di mille assistenti tecnici in più negli istituti tecnici comprensivi è un primo passo per la ridefinizione degli organici ATA che già da venticinque anni prevedono ulteriori specifici profili mai attivati.

La stessa determinazione di un organico emergenziale di 50.000 unità aggiuntive per Anief deve trasformarsi in pianta stabile con l’assunzione in ruolo dello stesso, senza alcuna penalizzazione in considerazione del fatto che la scuola deve essere considerata un investimento piuttosto che una spesa.

Rimane il problema attuale delle nuove graduatorie di istituto provinciali per le supplenze che hanno avuto in sede di accesso e di tabella di valutazione dei titoli e criteri differenti non giustificabili da esigenze oggettive, tali da costringerci a impugnarle per l’evidente illegittimità.

Ciò non di meno la possibilità di poter derogare al DPM (81/2009) e alla Legge del 133/2008 art.64 che ha privato la scuola italiana di più di 20.000 insegnati e 50.000 ATA negli ultimi 15 anni; potrebbe risultare una strada da seguire nella ricerca del rilancio del paese.

Di certo, siamo convinti che gli attuali precari della scuola italiana debbano essere stabilizzati per valorizzarli e per favorire il loro pieno riconoscimento sociale per il lavoro svolto.

Ben venga, ad esempio, la conferma dei 1.000 assistenti tecnici introdotti per l’emergenza Covid, dell’attivazione di ulteriori posti di personale docente e Ata. Come anche la possibile riduzione del numero minimo e massimo di alunni per classe previsto oggi delle norme vigenti.

Rimane il problema dei facente funzione DSGA che deve assolutamente trovare una soluzione politica.

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