Decreto riforma formazione docenti, solo 30mila docenti su 650mila verranno “premiati” nel 2026: per Anief sarà pioggia di ricorsi

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Andrà a premiare pochissimi docenti, 30mila su 650mila, la formazione incentivata del personale docente di ruolo inserita nel maxi-emendamento della Commissione Bilancio al decreto legge 36, approvata in settimana dall’Aula del Senato e da lunedì all’esame della Camera.

La stima, derivante da quanto riportato all’articolo 44 comma 1, lettera h, è dell’Anief. È stato lo stesso governo, scrive oggi la stampa specializzata, ad effettuare “una stima del numero potenziale di docenti di ruolo, che, a partire dal 2026, dopo un ciclo di formazione triennale e dopo aver superato l’esame finale, possono beneficiare dell’elemento retributivo una tantum di carattere accessorio, non inferiore al 10% e non superiore al 20% del trattamento stipendiale in godimento”. Per l’operazione, “il governo conta di spendere nel 2026 circa 40 milioni di euro per 6.557 docenti destinatari dell’elemento accessorio una tantum al 15%. 85 milioni di euro nel 2027 per 13.934 docenti, 160 milioni di euro per 26.230 docenti e 236 milioni di euro per 38.689 docenti nel 2029”.

 

Marcello Pacifico, presidente Anief, spiega che nella pratica “il governo stima che il 40% del personale docente di ruolo svolgerà dalle 15 alle 30 ore aggiuntive annuali nel prossimo triennio (se infanzia primaria o secondaria), il 10% in più pur di tentare di avere l’assegno una tantum, l’elemento accessorio al 15%. La quota finanziata è pari nel 2026 a 40 milioni di euro per 6.557; nel 2027 a 85 milioni di euro per 13.934; nel 2028 a 160 milioni di euro per 26.230; nel 2029, 236 milioni di euro per 38.689. Significa che su 300mila docenti soltanto lo 0,5%, nel 2026, avrà un assegno secondo criteri decisi da un comitato di valutazione nella fase transitoria che poi lo valuterà anche. Si prevede una pioggia di ricorsi, a cominciare dai tribunali UE”.

 

CHI BENEFICERÀ DELL’INCENTIVO

Il calcolo del governo, derivante dalla relazione tecnica al decreto legge, è stato determinato dalla media ponderata del trattamento stipendiale dei docenti, pari a 40mila euro lordi all’anno. I tecnici del governo hanno ipotizzato di conferire l’elemento retributivo una tantum nella misura percentuale del 15% (valore medio tra il 10 e il 20 % stabilito dalla norma) del trattamento stipendiale, corrispondente, dunque a 6mila euro lordi annui (dunque circa 500 euro mensili). Anche esaminando la nota della Ragioneria, a beneficiare dell’incentivo sono i docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione individuale positiva secondo gli indicatori di performance, in base ai criteri stabiliti in sede di aggiornamento contrattuale (ai sensi del comma 8). Il riconoscimento di tale elemento retributivo avviene in maniera selettiva e non generalizzata, sulla base delle valutazioni effettuate dalle singole istituzioni scolastiche.

 

IN COSA CONSISTE LA FORMAZIONE VOLONTARIA

La formazione è rivolta ai docenti di ruolo di ogni ordine e grado, è articolata in percorsi triennali a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024, include le attività le attività di progettazione, tutoraggio, accompagnamento, guida allo sviluppo delle potenzialità degli studenti volte a favorire il raggiungimento di obiettivi scolastici specifici e di attività di sperimentazione di nuove modalità didattiche e può anche svolgersi fuori dell’orario di insegnamento. La partecipazione all’attività formativa avviene su base volontaria per la maggior parte dei docenti, divenendo obbligatoria solo per i docenti immessi in ruolo in seguito all’adeguamento del contratto. In esito al superamento delle verifiche previste (intermedie, con cadenza annuale, e finale) al docente è riconosciuto un incentivo economico.

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