Decreto precari, Anief: nessuna misura per diplomati magistrale e laureati in SFP

di redazione
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Comunicato Anief – Nello schema di decreto, in procinto di essere discusso in Consiglio dei ministri, non c’è alcun riferimento alla stabilizzazione dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria, nonostante il drammatico tasso di supplentite, specialmente al Nord, a dispetto dei due analoghi concorsi ordinari e straordinari svolti in passato.

In 24mila tra gli insegnanti della secondaria potranno essere assunti sui posti vacanti dalla GaE, gli altri no. Contro ciò Anief invita a scioperare il 12 novembre; ricorda che ricorrerà se non sarà garantita la parità di trattamento.

In 40 mila sono inseriti con riserva nelle GaE e potrebbero essere cancellati nei prossimi mesi mentre insegnano ai nostri bambini, perché la proroga dei contratti è scaduta al 30 giugno. In 7 mila potrebbero essere licenziati in base a una sentenza del Consiglio di Stato che ne rinnega altre otto passate in giudicato. Già, perché il giudicato non esiste più e neanche il buon senso per una classe politica che non è in grado di risolvere il problema della continuità didattica, della valorizzazione del personale in servizio presso la pubblica amministrazione, della supplentite. E che dire dei laureati in SFP dopo il 2012 che non hanno lo stesso diritto dei colleghi laureati negli anni precedenti ad essere assunti dalle GaE o dalle nuove graduatorie che il Governo vorrebbe utilizzare? Cui prodest? Non alla scuola italiana o all’utenza.

Secondo quanto stabilito lo scorso 1° ottobre tra Miur e sindacati maggiori, occorreva trovare una soluzione immediata per salvare dal licenziamento le circa 7 mila maestre e dalla cancellazione dalle GaE altre 40 mila, per non parlare delle 8 mila maestre laureate nelle università a numero chiuso, e ciò per colpa delle sentenze definitive che saranno emanate durante il corso dell’anno e che riguardano migliaia di supplenti, oltre che maestre già assunte sub iudice, dopo le pronunce dell’Adunanza plenaria. E al danno si aggiunge la beffa per quelle maestre licenziate che non vedono attribuirsi neanche le Naspi. Qui il sindacato sta intervenendo consigliando di inviare lo stesso la domanda per l’assegno di disoccupazione e ricorrere per ottenere quanto spettante nonché di contestare se hanno superato l’anno di prova la stessa cessazione del contratto a tempo indeterminato. 

“Il problema – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ha dell’assurdo. Perché inserire in elenchi per GaE esaurite soltanto una parte del personale e non tutti? Così come il problema del licenziamento delle nostre maestre rimane. Proveremo ad emendare il testo durante lo sciopero nazionale proclamato. Speriamo che i gruppi parlamentari ascoltino. La parola in caso contrario passerà ai giudici.”

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