Decreto PNRR, Anief: tra gli emendamenti al vaglio della Camera l’avvio di istituti innovativi e del coding

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Prosegue a Montecitorio, presso la V Commissione Bilancio e Tesoro, l’esame delle 1.054 proposte emendative da introdurre in fase di “Conversione in legge del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”, composto da 52 articoli.

Di interesse per il mondo della scuola, dell’Università e della Ricerca risultano richieste sia al Titolo I (misure urgenti finalizzate alla realizzazione degli obiettivi del PNRR per il 2021 – capo VI – UNIVERSITÀ E RICERCA, articoli da 12 a 15), sia al Titolo II: in questo secondo caso, le proposte di modifica riguardano “ulteriori misure urgenti finalizzate all’accelerazione delle iniziative PNRR – capo III – scuole innovative, progetti di rilevante interesse nazionale e mobilità dei docenti universitari, articoli da 24 a 26 capo IV – servizi digitali, articoli da 27 a 30.

LE RICHIESTE EMENDATIVE SULLA SCUOLA

Con le richieste emendative si vuole innanzitutto “garantire l’attuazione della linea progettuale <<Nuove competenze e nuovi linguaggi>>, Missione 4C1- Investimento 3.1, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per favorire e migliorare l’apprendimento e le competenze digitali, a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023, l’insegnamento della programmazione informatica (coding) e della didattica digitale è introdotto nei programmi didattici della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, con le modalità e i tempi definiti, nel rispetto dell’autonomia scolastica, dalle singole istituzioni scolastiche, garantendo che l’insegnamento abbia caratteristiche interdisciplinari e multidisciplinari. A decorrere dall’anno scolastico 2023/2024 l’insegnamento della programmazione informatica (coding) è introdotto nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Un altro emendamento che riguarda da vicino la scuola (24.06) è quello di avviare “azioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di didattica digitale integrata e formazione sulla transizione digitale del personale scolastico allineato con i quadri europei delle competenze digitali (DigCompEdu per la formazione degli insegnanti), Missione 4C1 – Misura 2 – Investimento 2.1, nelle more della creazione di un sistema multidimensionale strategico di formazione continua degli insegnanti e del personale scolastico per la transizione digitale, il Ministero dell’istruzione entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, adotta un apposito Piano programmatico di formazione obbligatoria del personale educativo e dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado finalizzato all’acquisizione delle competenze tecnologiche per la didattica digitale”. Con “la formazione è rivolta agli educatori e ai docenti che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, operano con contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato in istituti scolastici del sistema nazionale di istruzione di ogni ordine e grado, nonché agli educatori della scuola dell’infanzia”.

“La formazione dei docenti di cui al presente articolo – si legge ancora nell’emendamento – può essere effettuata esclusivamente da enti e soggetti in possesso di specifiche e comprovate competenze in materia di metodologia didattica digitale. A tal fine il Ministro dell’istruzione, con decreto, definisce i titoli e i requisiti necessari per l’accreditamento degli enti e dei soggetti per la somministrazione delle attività di formazione che verranno indicati in un albo nazionale dal quale le istituzioni scolastiche potranno attingere i formatori. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di fino a 20 milioni di euro, che costituisce limite di spesa, per ciascuno degli anni 2022 e 2023. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo si provvede a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, per il periodo di programmazione 2021-2027, di cui al comma 177 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, come rifinanziato dall’articolo 2, comma 1, del DL 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101”.

Un’altra ulteriore richiesta di modifica dell’impianto normativi originario del DL n. 152 (24.010) riguarda il Potenziamento della formazione professionale terziaria nel settore primario per l’acquisizione delle competenze tecnologiche necessarie ai processi di transizione ecologica e digitale in atto. Questo prevede che “al fine di potenziare la formazione professionale necessaria al settore primario per incrementare conoscenze e abilità richieste dalla continua trasformazione tecnologica in atto, nell’ambito della Misura M4C1, le risorse relative all’Investimento destinate allo “Sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria (ITS)” sono incrementate di 10 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, e destinate all’acquisizione di nuove e specifiche competenze nel settore dell’agromeccanica, dell’agricoltura digitale, quella di precisione e il Farming 4.0, nonché la tecnologia blockchain applicata alla filiera agroalimentare”.

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