Decreto PAS e concorso straordinario, Frate (M5S): va urgentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale

di redazione

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Comunicato Flora Frate (M5S) – “La crisi di Governo, per giunta in pieno agosto, è una sciagura immane che il paese non meritava”, afferma l’Onorevole Flora Frate (M5S) nel seguente comunicato.

“Personalmente il gioco del cerino mi interessa poco, lo trovo stucchevole e credo che gli italiani siano interessati ai risultati piuttosto che alle beghe tra partiti. Siamo pagati per trovare soluzioni e non per fare lo scaricabarile.

“Sicuramente la Lega dovrà spiegare in Parlamento i motivi di una crisi istituzionalmente incomprensibile ed il perché, dopo quattordici mesi di duro lavoro, seppur tra frizioni e conflitti, abbia deciso di mandare tutto all’aria. Ma credere che il M5S sia esente da responsabilità è una grave miopia.

“La parlamentarizzazione della crisi, che ha la precedenza su tutto, non deve impedirci di portare avanti alcuni provvedimenti su cui, in questi mesi, si è creata una forte e legittima aspettativa. Penso al Decreto scuola, frutto dell’accordo siglato dal Premier Conte con i più grandi e rappresentativi sindacati del nostro Paese. Ero e resto dell’idea che vada pubblicato urgentemente in Gazzetta Ufficiale e poi convertito in Legge. Sarebbe un atto dovuto di civiltà istituzionale e dignità politica”.

“Nel suo intervento al Senato Matteo Salvini si è dichiarato pronto a votare la riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari. Rilancio la posta: votiamo subito anche il salva precari, così com’è, senza modifiche peggiorative che ne snaturerebbero il contenuto e la valenza.

“Dobbiamo costruire una visione lungimirante della scuola – conclude l’Onorevole Flora Frate – che tenga tutti dentro, nessuno escluso. Sanare le ingiustizie e ripagare i sacrifici di tutti quei docenti che attendono risposte concrete: rimettiamo la scuola al centro dell’agenda politica. La classe dirigente mostri sensibilità e rispetto, piuttosto che propinare discutibili lectio magistralis su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Tagliamo poltrone e precariato, vediamo chi ci mette la faccia senza tirarsi indietro”.

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