Decreto PA, Anief chiederà diverse modifiche al Parlamento in fase di conversione

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Anief – “Il decreto PA non risolve il problema del precariato. La deroga alla mobilità ai vincoli alla mobilità dei neoassunti è una vittoria con l’amaro in bocca”: a sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, che ha in tal modo commentato il decreto PA n. 44 pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, ad oltre due settimane dal sì del Consiglio dei ministri.

Il decreto interviene anche sulle Gps sostegno, che per il terzo anno consecutivo saranno valide per le immissioni in ruolo, oltre che per i precari con 3 anni di servizio sul sostegno, per i quali sarà possibile l’accesso diretto al Tfa sostegno. Via libera anche alla collocazione in un elenco apposito delle Gps per i docenti che hanno ottenuto l’abilitazione o la specializzazione all’estero e ancora non hanno avuto il riconoscimento del titolo: per loro, però, niente immissioni in ruolo.

Anief annuncia battaglia in Parlamento per migliorare il testo con diverse richieste: estensione assunzione a posti curricolare anche in II fascia e per tutti i candidati inseriti in graduatoria; trasformazione ad esaurimento graduatorie di merito; integrazione graduatorie concorso straordinario bis; conferma ruoli assegnati con riserva; attribuzione organico aggiuntivo; trasformazione posti in deroga su sostegno; proroga deroga vincoli mobilità per tutta la durata dell’attuazione PNRR.

Per la cancellazione dei vincoli di mobilità per i neoassunti “è il minimo che ci aspettavamo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, intervistato da Orizzonte Scuola – : noi chiedevamo che almeno per tutta la durata del Pnrr fino al nuovo reclutamento fosse prevista questa deroga. Così è una vittoria con l’amaro in bocca. Noi continueremo a combattere per far capire che la continuità didattica non si ottiene prevedendo una specifica indennità per i lavoratori fuori sede piuttosto che dei vincoli che rovinano la famiglia”.

Sull’accesso diretto dei precari con 3 anni di servizio al Tfa sostegno, Pacifico ricorda che è una norma che “l’Anief ha chiesto da sempre: noi però riteniamo che gli Atenei debbano rivedere la gestione dei corsi con una parte di didattica online e una parte a tirocinio. Se verrà inserito un nuovo numero programmato rispetto a questo accesso significa cadere nello stesso errore. Abbiamo più di 60 mila insegnanti di sostegno che sono senza specializzazione e che hanno il diritto/dovere di specializzarsi”.

A proposito delle assunzioni a tempo indeterminato da Gps sostegno, il sindacalista autonomo reputa che “non risolveranno il problema dell’assunzione dei tanti specializzati. Perché comunque più della metà sono su posti in deroga, in graduatorie che non avranno posti per le immissioni in ruolo. Non vengono trasformati in organico di diritto, però. Noi avevamo chiesto di essere assunti anche in altre province. Una norma che non fa contenti gli specializzati in Italia ma nemmeno gli specializzati all’estero. Persino la soluzione data, ovvero un nuovo ente che valuti queste domande, si tratta di una spesa inutile, perché non riuscirà la radice del sistema, ovvero andare a valutare i singoli percorsi dei singoli atenei”.

Pacifico, come sempre, guarda avanti: nel decreto non c’è “il reclutamento da prima e seconda fascia su posti curriculari, avevamo trovato il sistema che metteva d’accordo tutti. Tutto ciò è saltato perché evidentemente non si vuole affrontare il problema del precariato ma si vuole lasciare l’assunzione dei precari con il nuovo sistema, cosa che negli anni passati ha portato di fatto a lasciare più della metà dei posti in ruolo vacanti. Uno scandalo italiano, sia quello dell’abuso dei contratti, sia allo scandalo di lasciare vacanti più della metà dei posti autorizzati. Manca la gestione della fase transitoria del reclutamento, in particolar modo ci riferiamo alle graduatorie degli idonei che devono essere messe ad esaurimento, al problema delle ultime graduatorie del concorso straordinario bis che devono essere integrate con tutti i partecipanti e ancora alla conferma del ruolo di chi assunto con riserva. Infine c’è il problema dell’organico aggiuntivo del Pnrr, che manca”.

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