Decreto PA, 3mila nuove assunzioni e stabilizzazione dei precari. Ecco tutti i posti. BOZZA

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Il prossimo Consiglio dei Ministri, probabilmente giovedì, è atteso per discutere e probabilmente approvare un decreto legge intitolato “Disposizioni urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni pubbliche”.

La bozza comprende 40 articoli che riguardano misure per rafforzare la pubblica amministrazione e la capacità amministrativa degli enti locali, nonché per garantire il funzionamento della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

La bozza prevede la creazione di 3.000 posti di lavoro, di cui 1.700 straordinari e un migliaio per le forze dell’ordine.

Scorrendo le tabelle allegate, oltre un migliaio sono destinate ai Ministeri, fra dirigenti, funzionari e assistenti: 301 all’Interno, 11 alla Cultura, 20 alle Infrastrutture, 210 agli Esteri, 103 all’Agricoltura, 4 all’Ambiente, 4 a Università e ricerca, 2 al Ministero per imprese e made in Italy, 350 funzionari a quello del Lavoro, 142 al Turismo, 49 alla Salute.

E, ancora, 100 funzionari di area II all’Avvocatura dello Stato; 7 dirigenti, 75 funzionari di categoria A-F1 e 60 di categoria B-F3 al ministero del Turismo; 70 funzionari di categoria A-F1 e 42 di categoria B-F3 a palazzo Chigi, per essere inquadrati nella Protezione civile; 12 dirigenti, 35 dirigenti di professioni sanitarie e 2 funzionari al ministero della Salute.

Inoltre, è prevista la stabilizzazione dei precari presso le regioni, le province e i comuni, entro la fine del 2026. Queste assunzioni saranno riservate al personale non dirigenziale e avverranno solo entro i limiti della dotazione organica disponibile e dopo un colloquio selettivo.

Le amministrazioni pubbliche avranno inoltre la possibilità di richiamare in servizio per due anni, in posizioni dirigenziali, personale collocato in quiescenza. La norma prevede anche la possibilità di trattenere in servizio dirigenti con specifiche professionalità.

L’Ispettorato nazionale del lavoro viene soppresso e le sue competenze passano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che viene riorganizzato in due dipartimenti. Inoltre, viene istituito l’Osservatorio nazionale del lavoro pubblico per promuovere lo sviluppo strategico del Piano integrato di attività e organizzazione. La partecipazione all’Osservatorio non comporta alcun compenso.

Il testo prevede che le amministrazioni pubbliche possano trattenere in servizio il personale dirigenziale “in possesso di specifiche professionalità” o possono, altresì, “conferire incarichi dirigenziali o direttivi retribuiti al personale collocato in quiescenza, per un periodo non superiore a due anni e comunque in misura non superiore al 10 per cento delle facoltà assunzionali disponibili a legislazione vigente”.

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