Decreto dignità in Senato, Anief: senza modifiche, boom di ricorsi per partecipazione concorso

di redazione
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Comunicato Anief – L’estate entra nei giorni più caldi, gli italiani vanno in ferie, ma per i precari della scuola non c’è pace. Domani alle ore 11.00 e poi martedì dalle 9.30 senza orario di chiusura, il decreto Dignità arriva nell’Aula del Senato, per l’esame di un testo, approvato nei giorni scorsi alla Camera, che almeno per la scuola non prevede nulla di buono: si va verso l’avvio di un concorso per un numero di cattedre irrisorie, appena 12 mila, a fronte di oltre 50 mila diplomati magistrale che lavorano stabilmente e ancora più laureati in Scienze della formazione primaria costretti a lavorare solo in 15-20 scuole da graduatorie d’istituto, con il risultato di scatenare una concorrenza spietata tra i docenti e costringere tutti gli esclusi a rivolgersi ancora una volta al giudice per ottenere quella giustizia negata dal legislatore.

Basta dire che nelle ultime ore, lo studio legale di Anief è stato sommerso di richieste per partecipare ai nuovi concorsi derivanti proprio dal decreto Dignità. Dando per scontato la conferma del testo discusso nei giorni scorsi, che addirittura peggiora gli esiti dell’Adunanza plenaria del 20 dicembre 2017, sono già tantissimi i docenti precari abilitati che si dichiarano pronti a ricorrere alla magistratura: dai diplomati magistrale declassati ai laureati in Scienze della formazione o specializzati su sostegno senza servizio, per non parlare di che ha svolto i 24 mesi minimi richiesti per l’accesso, ma nella scuola paritaria.

Andranno tutti all’arrembaggio dell’unico concorso loro concesso, compresi i supplenti al 30 giugno che non hanno avuto la conferma o chi è stato in messo in ruolo nelle superiori con riserva. Con loro ci sono anche gli educatori, ancora esclusi dai bandi, e pure le 7 mila maestre assunte in ruolo e ora licenziate che hanno superato l’anno di prova. La soluzione sembrava che la potesse portare il decreto Milleproroghe, sul quale sempre domani è previsto il voto finale a Palazzo Madama, prima del passaggio in Aula a settembre alla Camera quando potrà o dovrà essere confermato l’emendamento Leu con cui riaprire le GaE, sul quale l’altro ieri c’è stato il voto favorevole della maggioranza e su cui però ora il governo ha posto il suo veto.

Anief, rimanendo le cose immutate, in particolare la conferma dell’apertura delle GaE a tutti i docenti abilitati, annuncia sin d’ora che a settembre il nuovo anno scolastico partirà con uno sciopero nazionale: proprio per dire no a all’atteggiamento pilatesco dei parlamentari, che hanno dato il loro assenso al licenziamento di 50 mila maestri, precluso le graduatorie ad esaurimento a 160 mila docenti, anche di scienze della formazione primaria, abilitati con Tfa e Pas, quindi pure della scuola superiore, e approvato un concorso straordinario molto piccolo che non risolve nulla.

Da un esame più approfondito del decreto Dignità, tra l’altro, stanno emergendo particolari inediti, purtroppo anche questi non favorevoli ai tanti docenti interessati: secondo la rivista Tuttoscuola, il comma 1bis dell’articolo 4 che dovrebbe salvare i diplomati magistrale è rivolto ai maestri già immessi in ruolo con riserva e a quelli con contratto fino al 31 agosto, ma “nulla dice circa i tanti diplomati magistrale ex-gae che avevano stipulato un contratto a tempo determinato (sempre con riserva) fino al 30 giugno 2018. Per loro (e sembra che siano la maggior parte degli ex-gae) silenzio assoluto e delusione evidente”. Inoltre, a proposito del concorso straordinario per 12mila posti, la stessa rivista fa notare che “tra laureati e diplomati potrebbero essere diverse decine di migliaia gli interessati a questo concorso. E, conseguentemente, verranno a crearsi graduatorie che richiederanno molti anni per essere smaltite”.

“Se la situazione rimane questa – dichiara Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – chiediamo sin d’ora a tutti gli altri sindacati della scuola di aderire allo sciopero d’inizio anno e manifestare insieme, al fine di mandare un messaggio forte ai nostri parlamentari, impegnati proprio in quei giorni nell’approvazione del decreto Milleproroghe con all’interno l’emendamento LeU che risolve il problema del precariato scolastico con la riapertura delle GaE, esattamente come è stato già fatto nel 2008 e nel 2012: in caso contrario, si scatenerà una corsa al tribunale senza precedenti, perché i precari di sicuro non staranno a guardare. E nemmeno dimenticano: ne sanno qualcosa Matteo Renzi e il suo governo caduto prima del tempo proprio per via delle inascoltate proteste di massa della scuola”, conclude il sindacalista autonomo.

Leggi l’intervista di oggi di Orizzonte Scuola a Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: Pacifico (Anief), con apertura GaE Governo ha opportunità di risolvere precariato. Sciopero ad inizio anno scolastico

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