Decreto Covid, arriva il “diritto alla disconnessione” per chi è in smart working con figli in Dad

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Arriva il “diritto alla disconnessione” per chi è in smart working. Primo firmatario dell’emendamento il capogruppo del M5S in Commissione Lavoro, Niccolò Invidia.

Le commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera hanno approvato un emendamento al decreto Covid che riconosce “alla lavoratrice o al lavoratore che svolge l’attività in modalità agile il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi eventuali periodi di reperibilità  concordati”.

La disconnessione “non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi”.

Per la Pa resta la disciplina dei contratti collettivi.

L’approvazione di un emendamento M5s al decreto Covid per riconoscere il diritto alla disconnessione al lavoratore con un figlio minore di 16 anni in didattica a distanza che, alternativamente all’altro genitore, svolge l’attività in modalità agile rappresenta un passo importante sul fronte dei diritti dei lavoratori e nell’ottica di un aggiornamento della disciplina del lavoro agile, anche e soprattutto alla luce di quanto è avvenuto durante la pandemia“, commentano in una nota le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Lavoro.

Siamo molto soddisfatti – aggiungono – perché per la prima volta in un testo normativo si parla di ‘diritto alla disconnessione’. In questo modo non solo tuteliamo i tempi di riposo e la salute del lavoratore, ma lo facciamo senza che vi siano ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi. Superata la fase dell’emergenza, sul tema sarà necessario confrontarsi per far sì che questo diritto venga riconosciuto a tutti in modo stabile” concludono.

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