Decreto Caivano, la Garante per l’infanzia: “Non è un deterrente. Serve maggiore consapevolezza ed empatia”

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L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, ha sollevato una domanda importante: “Il nostro è un paese che ha a cuore i minorenni?”. Questa riflessione è stata condivisa durante la presentazione della relazione annuale al Parlamento nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente della Camera Lorenzo Fontana.

Uno studio triennale condotto dall’Autorità garante, insieme all’Istituto Superiore di Sanità e al Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha rivelato un profondo malessere tra i giovani. L’aumento degli accessi ai pronto soccorso psichiatrici, gli atti di autolesionismo, i disturbi alimentari gravi e i tentativi di suicidio sono segnali preoccupanti. Garlatti sottolinea che i ragazzi stanno inviando un segnale chiaro, chiedendo di essere ascoltati.

Garlatti ha criticato l’approccio punitivo del Decreto Caivano, che non ha avuto un effetto deterrente sui reati minorili. Anzi, tra il 2023 e il 2024, il numero di minorenni negli istituti penali è aumentato significativamente. L’Autorità garante sostiene che l’aumento delle pene non risolve il problema del sovraffollamento delle carceri e dell’insufficienza di educatori. Serve una maggiore consapevolezza ed empatia, elementi che attualmente mancano.

La violenza di genere è un tema molto sentito tra i giovani, soprattutto tra le ragazze, che avvertono una maggiore paura delle aggressioni rispetto ai ragazzi. Una consultazione sulla violenza di genere ha visto la partecipazione di quasi 32mila giovani, dimostrando l’importanza di educare alla parità di genere e al rispetto reciproco. Garlatti propone di introdurre questi insegnamenti fin dalle scuole elementari.

Garlatti ha denunciato le condizioni dei minori stranieri non accompagnati nei centri di prima accoglienza. Questi ragazzi spesso passano troppo tempo in strutture inadatte, senza accesso ai servizi necessari per la loro cura e sviluppo. L’Autorità garante insiste sulla necessità di separare i minorenni dagli adulti per evitare esperienze traumatiche.

Un altro dato allarmante riguarda la povertà tra i minorenni, che rappresentano la fascia di popolazione con la più alta incidenza di povertà assoluta. L’adozione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) viene vista come una soluzione per colmare le disparità regionali nell’accesso ai servizi essenziali.

Garlatti ha evidenziato la distanza tra il mondo degli adulti e quello dei minorenni, sottolineando che i giovani sentono le loro esigenze ignorate, soprattutto riguardo al cambiamento climatico. Una lettera della Consulta delle ragazze e dei ragazzi al presidente Mattarella esprime la frustrazione per la mancanza di ascolto istituzionale e chiede un maggiore coinvolgimento dei giovani nelle decisioni che riguardano il loro futuro.

Per dare voce ai minorenni, l’Autorità garante ha avviato la pubblicazione di una rivista chiamata “Prospettive”, con l’obiettivo di offrire diversi punti di vista e promuovere un confronto culturale sui diritti dei giovani. La speranza è che anche gli adulti possano cambiare prospettiva leggendo questa rivista.

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