Decreto contro i rave party, rischio condanna per chi partecipa. Opposizione all’attacco: “Norma liberticida, in carcere anche per un’occupazione a scuola?”

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Sciopero

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, subito in Gazzetta Ufficiale, il primo decreto legge del governo Meloni che prevede, tra le altre cose, anche una stretta sui rave.

Il provvedimento n.162 è in vigore da oggi è suddiviso in nove articoli e riguarda le misure per il Covid, i rave party e il carcere ostativo oltre che il rinvio al 30 dicembre dell’attuazione della riforma Cartabia.

La nuova normativa in tema di rave, che introduce il reato di invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica (434-bis del Codice penale), è definita nell’articolo 5 del decreto.

La norma si applica quando più di cinquanta persone invadono in modo “arbitrario” terreni o edifici, pubblici o privati e da ciò ne può derivare “un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”. Chiunque “organizza o promuove l’invasione» è «punito con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da 1.000 a 10.000 euro”.

La norma aggiunge inoltre che “per il solo fatto di partecipare all’invasione la pena è diminuita”.

Il rischio di avere una condanna è dunque anche per chi partecipa all’evento. La norma, inoltre, dispone la “confisca delle cose” utilizzate per commettere il reato nonché quelle “utilizzate per realizzate le finalità dell’occupazione”.

All’articolo 434 del codice penale, viene aggiunto il 434 bis che recita così: “L’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”.

In una nota il Ministero dell’Interno precisa: la norma non lede in alcun modo il diritto di espressione e la libertà di manifestazione sanciti dalla Costituzione e difesi dalle Istituzioni. Già presente in altri Paesi, la norma voluta per contrastare i raduni illegali, i cosiddetti rave party, offre nuovi e più efficaci strumenti grazie ai quali si potrà intervenire tempestivamente per porre un freno ad un fenomeno che, ha spiegato il ministro accennando alla recente cronaca modenese, oltre ai numerosi profili di criticità, risulta particolarmente dispendioso per lo Stato, e dunque per la collettività, poiché rende necessario l’impiego di ingenti risorse e il coinvolgimento di numerosi operatori delle Forze dell’ordine.

Decreto-legge 31 ottobre 2022, n. 162

Opposizione all’attacco

Al posto dei rave la scelta di includere i raduni nella fattispecie spiana la strada a diversi interpretazioni. L’opposizione ha puntato il dito contro la norma, che introduce una nuova fattispecie di reato, descrivendola come “liberticida e fascista”, avente nulla a che fare con i rave ma “pericolosa” per la libertà di protestare ed esprimere dissenso.

Sull’argomento interviene anche la deputata del Partito Democratico, Rachele Scarpa: “Il decreto legge del Governo è preoccupante: sembra volto a rendere possibili azioni repressive abnormi e spropositate rispetto a una miriade di contesti e fattispecie che rientrano nella libertà di riunione sancita dall’articolo 17 della nostra Costituzione. Il contrasto ai rave è una giustificazione assai maldestra per un testo in larga parte impreciso, che rischia di aprirsi a interpretazioni pericolose e arbitrarie con la previsione di pene altissime (fino a 6 anni di reclusione) comminabili in teoria anche a chi promuove una protesta a scuola, in un’università, in un luogo di lavoro o organizza una protesta in piazza. Se questa estrema destra pensa di affrontare la grave crisi sociale ed economica in atto con norme liberticide che comprimono gli spazi di dissenso delle persone, troverà la più ferma opposizione da parte del fronte democratico e progressista dentro e fuori il Parlamento”.

Per il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, si tratta di una norma “liberticida e fascista” che non c’entra nulla con i rave party, m sarà usata per reprimere manifestazioni di protesta, dalle occupazioni di scuole e università a quelle dei territori inquinati come forma di protesta ambientalista. “Sono norme che ricordano la Russia di Putin a partire dalla Legge federale sui raduni del 2004, e 13 successivi emendamenti per rendere ormai quasi impossibile esercitare il diritto di protesta pacifica in Russia. Ma per Meloni e Piantedosi le manifestazioni dei fascisti sono tollerabili”, scrive ancora Bonelli sui social.

“Questa norma non ha nulla a che vedere con il diritto penale. Questa norma è un docile strumento che, per la sua genericità, consentirà un esercizio discrezionale alle autorità preposte alla sicurezza e all’ordine pubblico. Si applicherà anche ai raduni negli edifici, quindi nelle scuole, nelle fabbriche, nelle università. Ci aspettavamo come primo atto del Governo un intervento per il caro-bollette e per il caro-prezzi. Nulla di tutto questo. Abbiamo invece una esibizione muscolare di un governo impregnato di una ideologia iniquamente e soverchiamente repressiva. Questa è una norma da ‘stato di polizia’. La Meloni ha dichiarato di non avere simpatie per il regime fascista. Ma la sua cultura non è distante. Ci batteremo per contrastare questa deriva con tutte le nostre forze”, così Giuseppe Conte, leader del M5S sui social.

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