Decreto aiuti ter, in Gazzetta le novità, per la scuola non si va oltre riforma dei tecnici e professionali più una “mancia” ai precari: Anief conferma lo sciopero di metà novembre

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È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 223 del 23 settembre 2022 il decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 sulle “Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”.

All’interno, vi sono anche alcune norme sulla scuola, in particolare l’annunciata riforma degli istituti tecnici e professionali, più una “stretta” importante per l’accesso al bonus da 150 euro per i dipendenti e la definizione dei criteri per quello per i pensionati e i lavoratori stagionali, tra cui potrebbero rientrare pure i precari della scuola.

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si tratta di “un provvedimento che incide pochissimo, quasi nulla, sul futuro della scuola: eccetto la riforma dei tecnici e professionali, per la quale si gettano comunque solo le basi, anche stavolta non è stato fatto nulla. Eppure, noi come sindacato avevamo chiesto a chiare lettere delle risorse indispensabili di aiuto sul fronte, in particolare, degli organici aggiuntivi e delle assunzioni di precari che anche quest’anno stanno facendo registrare presenze record nelle nostre scuole. Di positivo c’è solo un ordine del giorno che impegna il Governo a confermare fino al 31 dicembre l’organico aggiuntivo Covid che le scuole hanno avuto nell’ultimo biennio. Non possiamo nemmeno essere soddisfatti per il possibile bonus da 150 euro per i precari, praticamente una mancia. Speriamo che vi sia ancora spazio per attuare le nostre richieste di modifica”, conclude Pacifico.

 

LE RICHIESTE ANIEF NON APPROVATE

Il giovane sindacato aveva chiesto correzioni con il decreto Aiuti ter, chiedendo espressamente l’organico aggiuntivo di almeno 40mila docenti e Ata, più un’integrazione di tutti gli idonei che hanno partecipato all’ultima procedura concorsuale straordinaria bis per assumerli ed evitare un altro anno da precari.

 

“A questo punto – dichiara ancora Marcello Pacifico – la proclamazione dello sciopero in autunno, a metà novembre, preceduta da una serie di assemblee sindacali con il personale scolastico, diventa sempre più inevitabile: il nuovo Governo e il Parlamento che scaturirà dalle elezioni politiche di oggi devono mettere finalmente la scuola centro dell’azione politica, andando a realizzare tutte le azioni segnalate nel Manifesto Anief del 25 settembre e nel Manifesto Ata”.

 

LE DISPOSIZIONI APPROVATE CON IL DECRETO AIUTI TER

Con la riforma degli istituti tecnici e professionali vengono definiti i criteri a cui dovranno attenersi uno o più regolamenti dei primi, nella prospettiva, tra l’altro, di adeguare costantemente l’offerta formativa alle esigenze di competenze richieste dal mercato del lavoro: come sono definite misure finalizzate al potenziamento degli istituti professionali e alla realizzazione dello Spazio europeo dell’istruzione mediante il supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione della filiera tecnica e professionale. In coerenza con tali obiettivi, è istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale che svolge funzioni consultive e di proposta. Cambiano i requisiti per l’accesso al bonus 150 euro: a differenza di quello da 200 euro, il tetto del reddito si abbassa da 35mila a 20mila euro.

 

Arriva il bonus da 150 euro per i lavoratori dipendenti (compresi quelli dell’ambito scolastico): devono avere una retribuzione imponibile a novembre fino a 1.538 euro, in tal caso l’indennità arriverà in via automatica nella busta paga di novembre, previa la dichiarazione di non esser percettore di altre prestazioni incompatibili. L’indennità spetta una sola volta, non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile e non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali.

 

Per quanto riguarda il bonus da 150 euro per i pensionati, l’indennità viene corrisposta automaticamente dall’Inps a novembre. Per averla bisogna essere residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, e di reddito personale assoggettabile ad Irpef, al netto dei contributi, non superiore per il 2021 a 20.000 euro.

 

L’Inps erogherà il contributo di 150 euro anche ai lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021, abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate: dunque potrebbero rientrare anche i precari (compresi quelli della scuola), così come già è stato per il bonus 200 euro. Il bonus spetterebbe anche ai percettori di NASpI o DIS-COLL che siano titolari di questi trattamenti a novembre.

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