Decreto Aiuti bis, dal bonus 200 euro alla formazione incentivata fino al docente esperto. Cosa cambia per l’istruzione

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Aiuti bis dopo la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Ecco una scheda di riepilogo delle misure che riguardano il settore dell’istruzione, così come segnala la Flc Cgil.

DECRETO IN GAZZETTA UFFICIALE

Esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti

Stabilito per il 2° secondo semestre del 2022, per i rapporti di lavoro dipendente, un incremento dell’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore, pari a 1,2 per cento. La legge di bilancio 2022 (legge 234/21 art. 1 comma 121) aveva già previsto un esonero pari allo 0,8 per tutto il 2022

L’esonero è riconosciuto a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo di 2.692 euro al mese, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.

In considerazione dell’eccezionalità di tale misura, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Indennità una tantum di 200 euro

L’Inps, a domanda, erogherà l’indennità tantum pari a 200 euro anche ai dottorandi e agli assegnisti di ricerca i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del Decreto Legge 50/22 (18 maggio 2022)

Formazione incentiva

In esito ai percorsi di formazione in servizio incentivata introdotti dal DL 36/22, per gli insegnanti di ruolo di ogni ordine e grado del sistema scolastico statale, al superamento del percorso formativo triennale e solo in caso di valutazione individuale positiva è previsto un elemento retributivo una tantum di carattere accessorio, stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale, non inferiore al 10 per cento e non superiore al 20 per cento del trattamento stipendiale in godimento, nei limiti delle risorse disponibili e secondo le modalità ivi previste.

Istituzione della qualifica di docente esperto

I docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi incentivati, consecutivi e non sovrapponibili, nel limite di 8 mila unità per ciascuno degli anni scolastici 2032/2033, 2033/2034, 2034/2035 e 2035/2036, possono accedere alla qualifica di docente esperto e maturano il diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento. Ai fini pensionistici e tale assegno opera con effetto sulle anzianità contributive maturate a partire dalla data di decorrenza del beneficio economico.

A decorrere dall’anno scolastico 2036/2037 le procedure per l’accesso alla qualifica di docente esperto sono soggette al regime autorizzatorio nei limiti

  • delle cessazioni riferite al personale docente esperto
  • della quota del fondo istituita per la formazione incentivata riservata alla copertura dell’assegno ad personam da attribuire ad un contingente di docente esperto nella misura massima di 32 mila

La qualifica di docente esperto non comporta nuove o diverse funzioni oltre a quelle dell’insegnamento.

Il docente esperto è tenuto a rimanere nella istituzione scolastica per almeno il triennio successivo al conseguimento di suddetta qualifica. Tale disposizione non si applica ai docenti in servizio all’estero

Con specifico decreto del Ministero dell’istruzione di concerto con il MEF sono precisate le modalità di valutazione per l’accesso alla qualifica di docente esperto. Alla contrattazione collettiva è rimessa la definizione dei criteri in base ai quali si selezionano i docenti cui riconoscere la qualifica di docente esperto. In sede di prima applicazione, nelle more dell’aggiornamento contrattuale, si applicano i seguenti criteri di valutazione e selezione

1) media del punteggio ottenuto nei tre cicli formativi consecutivi per i quali si e’ ricevuta una valutazione positiva;

2) in caso di parità di punteggio diventa prevalente la permanenza come docente di ruolo nella istituzione scolastica presso la quale si e’ svolta la valutazione e, in subordine, l’esperienza professionale maturata nel corso dell’intera carriera, i titoli di studio posseduti e, ove necessario, i voti con cui sono stati conseguiti detti titoli.

Contributi agli enti locali in tema di istruzione

Messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole

Le risorse assegnate agli enti locali per il 2023 (350 milioni) dalla legge di bilancio 2020 (Legge 160/19 art. 1 comma 51) finalizzate, tra l’altro, alla progettazione definitiva ed esecutiva relativa ad interventi i messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, sono attribuite scorrimento della graduatoria dei progetti ammissibili per l’anno 2022, a cura del Ministero dell’interno. Gli enti beneficiari del contributo sono individuati con comunicato del Ministero dell’interno che sarà pubblicato entro il 15 settembre 2022.

Asili nidi

Le somme stanziate dalle vigenti norme finalizzate a incrementare in percentuale, nel limite delle risorse disponibili per ciascun anno, il numero dei posti nei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, sino al raggiungimento di un livello minimo che ciascun comune o bacino territoriale è tenuto a garantire, che a seguito del monitoraggio risultassero non destinate ad assicurare il potenziamento del servizio asili nido sono recuperate a valere sul fondo di solidarietà comunale attribuito ai medesimi comuni.

Sostegno alle famiglie per la fruizione dei servizi di trasporto pubblico

Al fine di mitigare l’impatto del rincaro dei prezzi dei prodotti energetici sulle famiglie, in particolare in relazione ai costi di trasporto per studenti e lavoratori, è incrementato da 79 a 180 milioni di euro per l’anno 2022 il fondo istituito presso il Ministero del lavoro finalizzato a riconoscere un buono da utilizzare per l’acquisto fino al 31 dicembre 2022, di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale.

DECRETO IN GAZZETTA UFFICIALE

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