Debiti formativi, non ci sono i fondi

di redazione
ipsef

red – Dal 2007 ad oggi i soldi messi a disposizione per il recupero dei debiti formativi si sono assottigliati enormemente, basti pensare che dal primo anno in cui vennero istituiti dal Ministro Fioroni a quest’anno, gli stanziamennti sono passati da 200 milioni ad appena 27.

red – Dal 2007 ad oggi i soldi messi a disposizione per il recupero dei debiti formativi si sono assottigliati enormemente, basti pensare che dal primo anno in cui vennero istituiti dal Ministro Fioroni a quest’anno, gli stanziamennti sono passati da 200 milioni ad appena 27.

Quindi? Quindi a farne le spese è sempre la qualità del servizio offerto. Le scuole si sono dovute adattare al budget messo a disposizione erodendo gradualmente la qualità del recupero. Così ad esempio nel corso degli anni si sono attivati corsi di recupero per meno materie, poi si è passati ad erodere il monte ore, poi si sono sovraffollate le classi diminuendone il numero. Per non parlare della retribuzione: dagli iniziali 50 euro lordi l’ora si è passato a 35, sempre lordi.

Le scuole hanno sempre più difficoltà a trovare docenti che si accollino l’onere di gestire un recupero, spesso rivolto a ragazzi in seria difficoltà e difficoltosi, per pochi spiccioli e molte si sono rivolte a docenti esterni che vengono catapultati in realtà che per essere comprese non bastano certo le poche ore messe a disposizione.

Certo è che se è questa la politica per il recupero dei debiti formativi, ci chiediamo a cosa servano. Forse sarebbe meglio rispolverare il vecchio recupero a settembre, quando gli studenti che non riuscivano a raggiungere la sufficienza in tutte le materie dovevano sostene un esame agli inizi del mese di settembre per essere ammessi all’anno successivo.

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