De Luca: sotto soglia 70% immunizzati Dad per non vaccinati. Scuole aperte in Campania non ci sta, “Sconcertante, lesi i diritti all’istruzione”

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L’Associazione Scuole Aperte Campania, membro della Rete Nazionale Scuola in Presenza, scrive al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. L’associazione “esprime il proprio sconcerto in merito a quanto da Lei dichiarato negli ultimi giorni a proposito delle vaccinazioni degli studenti campani: “E’ evidente che il mancato raggiungimento della soglia del 70% di immunizzazioni obbligherebbe le Direzioni scolastiche a mantenere il doppio regime: studenti vaccinati in presenza, e didattica a distanza per chi non è vaccinato.”.

Tale affermazione – prosegue la missiva -, viola i principi della Costituzione, le norme comunitarie e lede i diritti dei
minori, rischiando di legittimare in Campania un’arbitraria discriminazione fra studenti vaccinati, per i quali la scuola resterebbe “aperta”, e non vaccinati per i quali la scuola sarebbe “chiusa”.

Il libero accesso all’istruzione, garantito dall’art. 34 della Costituzione, verrebbe così vincolato all’imposizione (formale o indotta) del vaccino anti Covid-19 agli studenti, e ciò in palese contrasto con l’art. 32, comma 2 della Costituzione, secondo il quale “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge”. Tale disposizione di legge, ad oggi, non esiste.

D’altra parte, il Regolamento UE 2021/953 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea L 211 del 15 giugno 2021), in coerenza con quanto stabilito dalla Risoluzione del Consiglio di d’Europa n.2361/2021 (ai punti 7.3.2 e 7.5.2), dispone che vadano impedite discriminazioni dirette o indirette verso persone non vaccinate, per ragioni mediche, per gruppi esclusi da quelli per i quali il vaccino è raccomandato, come i bambini, perché non hanno potuto farlo o che scelgono di non essere vaccinate (“It is necessary to prevent discrimination against persons who are not vaccinated, for example because of medical reasons, because they are not part of the target group for which the vaccine is currently recommended, or because they have not yet had the opportunity or chose not to be vaccinated”)”.

I comitati e le associazioni aderenti alla Rete Nazionale Scuola in Presenza – aggiunge – riconoscono la fondamentale importanza dei vaccini per la tutela della salute pubblica, ma rifiutano categoricamente l’idea che la frequenza scolastica possa essere subordinata alla vaccinazione anti-Covid 19 degli studenti. I dati raccolti durante l’ultimo anno scolastico, peraltro, avevano già dimostrato come, grazie ai rigidi protocolli applicati, la scuola fosse un luogo a basso rischio di propagazione del contagio: non vi è quindi alcun motivo per rimettere in discussione la ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole campane, soprattutto in considerazione del fatto che la quasi totalità del personale scolastico della nostra regione è ormai stata vaccinata.

Dal punto di vista giuridico, poi, è opportuno rilevare, innanzitutto, che con la sentenza n. 37/2021 la Corte Costituzionale ha ribadito che, ai sensi dell’art. 117 comma 2, lettera (q della Costituzione italiana, le misure di profilassi internazionale sono di esclusiva competenza statale; in secondo luogo, che, il TAR del Lazio (Sezione I, ordinanza n.1947/2021) e il Consiglio di Stato (Sezione Terza, decreto n.n.1777/2021) hanno censurato i provvedimenti di utilizzo prolungato della didattica a distanza a seguito della chiusura delle scuole, proprio per la carenza di “evidenze scientifiche solide e incontrovertibili” a supporto di tali provvedimenti a fronte di una “grave compressione del diritto all’istruzione”.

È necessario e urgente – concludono – che il governo regionale, anziché ventilare un’illegittima ripresa della DAD per determinati gruppi di studenti, dia conto ai cittadini campani delle iniziative concrete e dei provvedimenti messi in atto negli ultimi mesi – in tema di trasporto pubblico, edilizia scolastica, ecc. – allo scopo di consentire un sereno svolgimento del prossimo anno scolastico“.

L’Associazione “auspica, infine, che il Governo intervenga per porre fine all’anarchia sanitaria che ha gravemente danneggiato gli studenti della Campania. Essi sono stati infatti fra i più penalizzati d’Italia, avendo frequentato pochissimi giorni di scuola in presenza durante lo scorso anno scolastico, e non devono quindi ora subire un’ulteriore gravissima
discriminazione rispetto agli studenti delle altre regioni italiane e degli altri Stati“.

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