De Cristofaro (SI): “Parlare di Merito senza rimuovere gli ostacoli per la conoscenza è una grande ipocrisia” [VIDEO INTERVISTA]

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Peppe De Cristofaro, dopo l’esperienza di governo durante il Conte II al Ministero dell’Istruzione, torna in Parlamento: nella XIX legislatura sarà senatore di Sinistra Italiana e presidente del Gruppo Misto. A Orizzonte Scuola fa il punto in merito all’attualità scolastica e fissa i punti cardine dell’opposizione all’attuale esecutivo.

“La dicitura Pubblica Istruzione mi piaceva di più, la consideravo essenziale, molto meglio di Istruzione e Merito. Dietro la parola Merito si nasconde una grande ipocrisia, soprattutto in un Paese come il nostro attraversato da una profonda diseguaglianza sociale che si è accentuata nel corso di ieri, parlare di Merito dicendo che vale solo se vengono garantite le stesse condizioni di partenza è davvero una grande ipocrisia”.

De Cristofaro, poi, ribadisce: “Non è vero che ci sono le condizioni di partenza uguali per tutte. Non è mai stato vero, oggi è meno vero di prima. Per come è stata costruita la scuola negli ultimi 30 anni, la differenziazione si è allargata. Non si può parlare di merito. Due ragazzi che provengono da contesti sociali diversi non hanno le stesse condizioni di partenza. Parlare di Merito senza rimuovere gli ostacoli per la conoscenza è un’ipocrisia. Quando arrivai al Ministero chiesi le percentuali di iscrizione degli studenti alle scuole superiori e chi si iscriveva in una scuola invece che ad un’altra. Ho scoperto, con preoccupazione, che la stragrande maggioranza dei ragazzi che fa il liceo ha come genitori, coloro i quali hanno frequentato a loro volta il liceo. Un tempo non era così, al liceo classico arrivava anche il figlio dell’operaio, del disoccupato. Ciò significa che qualcosa si è rotto. Si è inceppato clamorosamente l’ascensore sociale”.

Poi afferma: “Così diventerà una scuola di classe, nulla si potrà fare malgrado l’enorme lavoro degli insegnanti, che sono gli unici che si oppongono a questo disegno. Parlare di Merito, dopo quello che è successo negli ultimi 30 anni, è davvero una grande ipocrisia”.

Sulla nomina del nuovo ministro, De Cristofaro afferma: “Più che un giudizio, allo stato attuale sarebbe un pregiudizio. Non so come interpreterà il suo ruolo da ministro. Ha sicuramente un pensiero diverso dal mio, ma ha conoscenza del mondo della scuola. Quello che è successo in passato, soprattutto con la Legge Gelmini, non mi fa stare tranquillo, ma nulla da eccepire sulle competenze tecniche del nuovo ministro. Non posso dimenticare però che quello è successo con la legge Gelmini è una delle pietre tombali degli ultimi anni. La scuola italiana non si è più ripresa da quel taglio, che fu gigantesco dal punto di vista sociale e politico”.

Sulle varie anime che compongono l’opposizione, De Cristofaro afferma: “Quello che auspico è un maggior dialogo tra le opposizioni, un coordinamento maggiore. Abbiamo giudicato negativamente la rottura dell’alleanza tra PD e M5S, eravamo tra quelli che volevamo che si potesse ripetere l’alleanza del Conte II non perché quel governo non è stato privo di contraddizioni. Si poteva comunque organizzare un’alleanza, un campo democratico che potesse togliere consensi alle destre”.

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