De Cristofaro: lotta contro bullismo priorità per le politiche educative

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Insieme, in tante e in tanti fra studenti, docenti, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti delle istituzioni, con il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Campania, Giuseppe Scialla e il presidente di Unicef Italia Francesco Samengo,

questa mattina al Centro Direzionale di Napoli ci siamo confrontati sulle strategie di contrasto al fenomeno del bullismo che, come confermano i dati di fine 2019 dell’Eures, riguarda o ha riguardato – direttamente o indirettamente, come aggressore, vittima o complice – quasi l’intera popolazione scolastica.

Davanti a dati così allarmanti, la lotta contro bullismo e cyberbullismo deve rappresentare una priorità per le politiche educative; un dovere civile, sociale, e culturale per tutti noi”. Lo afferma il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro.

“C’è bisogno di un impegno incessante e sinergico – prosegue il sottosegretario – perché le vittime principali del bullismo sono generalmente i nostri giovani, su cui gravano stereotipi e pregiudizi discriminatori ancora molto presenti nella nostra società. Su questo la scuola può fare e fa molto, ma troppo spesso è lasciata sola e queste azioni sono affidate unicamente alle capacità e all’impegno militante delle docenti e dei docenti, se non al coraggio e alla sensibilità delle studentesse e degli studenti. Bisogna fare molto di più”.

“Un’alleanza educativa strettissima tra scuola, studenti e famiglie può diventare decisiva per contrastare i pregiudizi che alimentano il bullismo e per promuovere comportamenti che considerino la diversità come ricchezza e che educhino alla condivisione, al senso di comunità e alla responsabilità collettiva.

Per questo è necessario che gli studenti siano protagonisti di attività di peereducation (educazione tra pari) nel lavoro di prevenzione e di contrasto, mettendo in evidenza come il bullismo nasca nelle relazioni e sia favorito e incoraggiato dal silenzio, dall’indifferenza, dalla complicità omertosa, dalla paura di intervenire e di prendere posizione rispetto a chi agisce le prepotenze e le violenze”.

“Solo con percorsi di questo tipo, e con la più stretta alleanza educativa tra scuola e famiglie, – conclude De Cristofaro – possiamo mettere al centro quello che considero una questione cruciale e ineludibile nella lotta al bullismo: la decostruzione critica dei modelli sociali dominanti tuttora alla base delle relazioni tra i sessi”.

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