De Cristofaro: il 14 settembre a scuola, elezioni meglio farle fuori. Vicino a ciò che si dice in piazza oggi

Giuseppe De Cristofaro, sottosegretario all’Istruzione, questa mattina su Rai Radio1 a Radio anch’io sul rientro a scuola e le manifestazioni nelle piazze di oggi.

Bisogna sempre fare i conti con la realtà. Noi il primo settembre le scuole le riapriamo per i corsi di recupero e il 14 di settembre per l’inizio delle lezioni. In merito alle elezioni invece, se si riusciranno a farle in un luogo che non siano le scuole meglio, ma a volte le scelte sono legate a contingenze che non permettono scelte diverse“, ha affermato De Cristofaro.

Oggi il comitato Priorità alla scuola scenderà in piazza in 60 città italiane. Il sottosegretario si sente vicino a loro per alcuni aspetti: “Mi sento vicino ad alcune cose che si dicono oggi in piazza. Una per tutte quella decisiva e cioè chiedere maggiore investimento per la scuola pubblica. È chiaro che senza un investimento di primissimo piano non si può fare nulla. Il coronavirus ha accentuato elementi di difficoltà già presenti. Paghiamo i tagli del passato, i problemi relativi alla sicurezza, chiaramente poi, con la pandemia, questi problemi strutturali sono emersi in modo ancora più evidente. C’è una significativa volontà anche da parte del governo di investire nella scuola. Il concetto di didattica mista dal mio punto vista è eccessivo. Abbiamo previsto questa modalità solo per la scuola secondaria e in caso in cui non si possa fare altrimenti. Per di più se è assicurato il collegamento telematico a tutti e se tutti sono forniti degli strumenti. Io spero che si possa ancora ridurre al minimo indispensabile se non addirittura toglierla. È giusto tenerla come extrema ratio. Sono esclusi tassativamente i bambini delle scuole elementari e medie“.

Vicino a chi oggi scende in piazza è anche Fratoianni: “La scuola italiana a settembre deve aprire in sicurezza e in presenza, le linee guida senza le risorse necessarie per rendere ciò possibile rischiano di essere del insufficienti“, afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.

Abbiamo dunque bisogno per rendere concreto il diritto delle studentesse e degli studenti del nostro Paese di tornare tutti in classe a settembre in sicurezza – prosegue il parlamentare di Leu in commissione cultura a Montecitorio – di liberare le risorse necessarie, anche attraverso un nuovo scostamento di bilancio, per potenziare gli organici e ridurre il numero di alunni per classi a partire dalle prime di ogni ciclo. Occorre almeno raddoppiare le risorse già disponibili.
Il governo può e deve intervenire in tal senso e deve farlo presto.
Per queste ragioni condivido le proposte delle manifestazioni di oggi in oltre 60 piazza italiane.
E per le stesse ragioni ritengo che ci sia bisogno di un intervento strutturale sulla scuola che riesca in un triennio a ridare la giusta centralità al sistema pubblico di istruzione“.

Sinistra Italiana chiede di investire una quota non inferiore al 10% dei finanziamenti pubblici di origine europea – conclude Fratoianni – per migliorare il sistema pubblico di istruzione attraverso: riduzione del numero di alunni per classe, potenziamento organici a partire dalla scuola dell’infanzia e dal sostegno agli studenti disabili, innovazione didattica, prolungamento del tempo scuola, piano nazionale antidispersione scolastica e di contrasto alla povertà educativa, implementazione, innovazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici

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