Ddl Zan, stop all’esame al Senato. Sasso: “Respinto assalto ideologico alla scuola”

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Salta l’esame degli articoli ed emendamenti del ddl Zan, per cui l’iter si blocca. L’Aula del Senato ha votato a favore della cosiddetta “tagliola”, chiesta da Lega e FdI. A favore, 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta da un applauso. Il disegno di legge contro l’omotransfobia era stato approvato dalla Camera il 4 novembre 2020. Salta quindi l’esame degli articoli ed emendamenti del ddl Zan, per cui l’iter si blocca.

Un provvedimento che riprenda e riproduca i contenuti del provvedimento potrà essere nuovamente esaminato dal Senato soltanto tra sei mesi. L’articolo 76 del Regolamento prevede infatti che “non possono essere assegnati alle competenti commissioni disegni di legge che riproducano sostanzialmente il contenuto di disegni di legge precedentemente respinti, se non siano trascorsi sei mesi dalla data della reiezione”.

Un’analoga disposizione è presente anche nell’articolo 72 del Regolamento della Camera, dove comunque il provvedimento era stato approvato in prima lettura. In ogni caso, qualora venisse presentata una proposta di legge sulla stessa materia, l’iter dovrebbe comunque ripartire dall’inizio.

“Il voto del Senato che ha affossato il Ddl Zan blocca il tentativo di consegnare il mondo della scuola alle teorie gender e preserva, ci auguriamo per sempre, i nostri bambini da un intollerabile oltranzismo ideologico. La maggioranza dei colleghi parlamentari, dunque, ha perfettamente individuato i pericoli che, in modo goffo e maldestro, si è cercato di celare all’interno di un provvedimento fazioso e ideologico”, afferma il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso.

“Siamo e saremo sempre in prima linea nel combattere violenze, discriminazioni e bullismo, ma siamo e saremo altrettanto fermi nel respingere qualsiasi assalto fondamentalista ai danni dei nostri figli. La Lega è stata ancora una volta decisiva nell’arginare l’ennesimo tentativo di trasformare gli studenti in bersagli della propaganda del pensiero unico, in consumatori usa e getta di teorie tanto strampalate quanto invasive. Non è un caso che anche diverse associazioni rappresentative del mondo Lgbt abbiano manifestato forte contrarietà al Ddl Zan”, aggiunge.

“Chi ha rifiutato qualsiasi confronto, chi ha opposto il furore ideologico all’invito ad incontrarsi costruttivamente su di un terreno comune deve assumersi la responsabilità di questo fallimento. Le leggi per contrastare comportamenti discriminatori e violenti ci sono già e noi siamo pronti a fare la nostra parte per inasprire ulteriormente le pene. Ma non saremo mai dalla parte di chi vuole togliere il diritto di parola a quanti la pensano diversamente dai paladini del politicamente corretto”, conclude.

Il 26 ottobre il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, aveva confermato che “l’impegno che il Ddl Zan diventi legge lo prendo e lo confermo” e sul “voto tagliola” chiesto da Lega e FdI aveva lanciato un appello ai dem “di evitare questo, che sarebbe uno schiaffo alla maggioranza della società italiana, che vuole una risposta sui temi cui il ddl Zan risponde. Questa risposta la vogliono tutti i giovani”. Letta ritiene che Alessandro Zan stia portando avanti un dialogo per vedere se “se ci sono possibilità di intesa su alcune parti per arrivare a una approvazione rapida. Per noi è fondamentale questo tipo di passaggio, lo gestiamo con grande responsabilità per arrivare al risultato. È un gesto di responsabilità per arrivare al risultato finale”.

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