Ddl Zan mette a rischio la maggioranza, Renzi: “Togliere i punti controversi su scuola e identità di genere”

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Il Ddl Zan agita la maggioranza di governo. La discussione sul provvedimento, che prevede misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi di genere,orientamento sessuale e disabilità, rischia di aprire una crisi di governo. Al Senato (dopo che il provvedimento è stato approvato alla Camera) la situazione è testa.

Il Partito Democratico è contrario agli emendamenti al testo approvato a Montecitorio, mentre Lega e Italia Viva ritengono che vadano eliminati gli articoli più “divisivi”.

Tra gli articoli più discussi c’è quello che riguarda l’articolo 4 e riguardaanche la scuola: “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”. Su questo è nata una discussione che coinvolge anche gli insegnanti di religione cattolica

Proprio su questo articolo interviene al Corriere della Sera, Ivan Scalfarotto, deputato di Italia Viva: “Il paradosso dell’articolo 4. Un articolo che è stato voluto da chi era preoccupato per la libertà di opinione, il mondo cattolico, e ora pare non si voglia più. Per me è ridonante visto che la libertà di opinione è solennemente tutelata dall’articolo 21 della Costituzione”.

A La Repubblica, invece, interviene il leader Matteo Renzi: “A me interessa che ci sia una buona legge. La proposta di Scalfarotto, firmata anche da Zan, elimina i punti controversi su identità di genere e scuola. Può essere un punto di caduta. L’importante è non affossare la legge: a scrutinio segreto la legge rischia molto. Anche nei gruppi Pd-Cinque Stelle potrebbero mancare voti, è il segreto di Pulcinella”.

Ddl Zan, a che punto siamo

Lo scorso 4 novembre il Ddl Zan ha incassato la fiducia della Camera. Il voto finale alla Camera è avvenuto a scrutinio segreto, chiesto da Fratelli d’Italia. I voti favorevoli sono stati 265, i contrari 193, 1 astenuto.

Come hanno votato i partiti alla Camera

Hanno votato a favore Pd, M5s, Iv e Leu, mentre Forza Italia, FdI e Lega hanno votato contro, ma 5 deputati azzurri, in dissenso dal gruppo, hanno detto sì alla legge (Perego, Polverini, Bartolozzi, Vito e Prestigiacomo).

I numeri al Senato

I voti favorevoli al testo del ddl Zan senza modifiche si attestano su una forbice che oscilla tra i 135 e i 145 sì. Da soli, senza i renziani, insufficienti a ‘blindare’ il testo. I voti a sostegno della legge sono dei 75 senatori M5s, 38 del Pd, almeno 6 delle Autonomie, i 6 senatori di Leu, inoltre si calcolano almeno una decina dal gruppo Misto.

I voti contrari, nel caso non si apportassero modifiche al testo, sono così composti: 51 senatori di Forza Italia (ma alcuni azzurri potrebbero votare a favore come accaduto già alla Camera), 20 FdI, 64 Lega, 7 Idea, a cui andrebbero aggiunti altri voti dal Misto, per un totale che si aggira da un minimo di 145 voti contrari fino a toccare anche 155-158 no. Determinanti, sia per l’eventuale approvazione definitiva del ddl Zan che per la sua bocciatura, i voti dei senatori di Italia Viva.

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