Ddl Zan, in aula al Senato da mercoledì 27 ottobre. Genere, sanzioni, scuola: cosa c’è nel provvedimento

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Il disegno di legge Zan andrà in Aula al Senato mercoledì prossimo. Lo ha deciso con voto a maggioranza la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

“Abbiamo chiesto la calendarizzazione della prosecuzione e conclusione della discussione generale sul Ddl Zan che si terrà mercoledì 27 ottobre. A seguire ci saranno i due voti sul non passaggio agli articoli chiesti da Lega e Fratelli d’Italia”, ha detto la presidente dei senatori del Pd Malpezzi al termine della riunione.

Iniziative in tutte le scuole

È uno dei punti più controversi del testo, contro cui si batte il centrodestra- Sono previste, in occasione della Giornata nazionale, iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado, quindi anche nelle classi delle elementari.

L’omofobia è reato penale

Il ddl modifica la cosiddetta Legge Mancino (“Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”) e, quindi, l’articolo 604 bis del codice penale, aggiungendo tra i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, punibili con la detenzione, anche gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identita’ di genere o sulla disabilita’”.

Punite anche le discriminazioni contro i disabili

Inserita durante l’esame in Aula a Montecitorio, la modifica al testo aggiunge ai reati di discriminazione anche quelli commessi contro i disabili.

Fino a 6 anni di carcere

Il reato di omofobia è punito, come gli altri reati di discriminazione, in base all’articolo 604 bis del codice penale, con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e sulla disabilità; è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e sulla disabilità.

Inoltre, la legge modifica anche l’articolo 604 ter del codice penale, relativo alle circostanze aggravanti, aggiungendo anche l’omofobia e la disabilità tra i reati la cui pena è aumentata fino alla metà (quindi si può arrivare fino a 6 anni di reclusione). La legge modifica anche l’articolo 90 quater del codice di procedura penale, relativo alle condizioni di particolare vulnerabilità: le vittime di un reato di discriminazione godono di particolari tutele e protezioni durante il processo.

17 maggio giornata nazionale contro l’omofobia

Viene istituita, il 17 maggio, la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonchè di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei principi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione.

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