Ddl Zan, il Vaticano chiede modifiche: scuole cattoliche non sarebbero esentate da giornata contro l’omofobia

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Richiesta formale di modifica del Disegno di legge Zan, contro l’omofobia, dal Vaticano al governo. Tra le questione sollevate c’è quella che riguarda le scuole cattoliche che non sarebbero esentate dalla giornata contro l’omofobia. Preoccupazione da Fidae, Federazione istituti di attività educative.

Alla base della richiesta di modifica del Vaticano la “violazione dell’accordo di revisione del Concordato” e più precisamente “alcuni contenuti della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato”.

“Un atto senza precedenti nella storia del rapporto tra i due Stati”, definisce Il Corriere della Sera l’intervento della Santa Sede contro il governo.

Le preoccupazioni che ha espresso il Vaticano rispetto al ddl Zan sono reali e fondate: se infatti gli intenti della legge, cioè quelli di combattere i pregiudizi che penalizzano gli omosessuali e transessuali, possono essere condivisibili, ci sembra che nel corso del dibattimento parlamentare, il testo sia andato in una direzione molto diversa“. Commenta all’Ansa la presidente di Fidae, Virginia Kaladich.

A preoccupare ulteriormente la Fidae è un altro elemento, ovvero “l’art. 7 della legge che vorrebbe far entrare nei percorsi scolastici, anche delle scuole primarie e secondarie di I Grado, iniziative contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia nella Giornata nazionale fissata ogni anno il 17 maggio. Visto che ancora non c’è uniformità di giudizi su cosa si possa definire il “genere”, come scuole cattoliche, rivendichiamo il diritto e la libertà di poter educare i ragazzi e i bambini al fatto che la famiglia umana è composta da un uomo e una donna, pur nel rispetto di tutte le altre situazioni. Va fatta chiarezza: una scuola cattolica che non vuole celebrare la Giornata del 17 maggio, sarà libera o, a causa del suo rifiuto, è soggetta a sanzioni? Crediamo che in questo momento le priorità del Governo siano altre“, spiega la presidente Fidae.

E il contenuto del Ddl Zan non convince suor Anna Monia Alfieri, esperta in politiche scolastiche e referente scuola per Usmi: “è doveroso contrastare qualsiasi forma di discriminazione, nel rispetto della dignità umana e del principio di uguaglianza; credo, tuttavia, che questo Ddl vada nella direzione opposta. Se, nell’intendimento del legislatore, ci fosse solo la tutela della persona, sarebbe sufficiente applicare la normativa esistente. Dalla Costituzione al Codice penale. Non esiste, pertanto, una lacuna normativa da colmare, in quanto il nostro ordinamento tutela già la vita, l’onore, l’incolumità delle persone, senza distinzione di sesso, religione, lingua, razza. Non ultimo, è prevista l’aggravante per aver agito per motivi abietti e futili“.

Io parlo ai ragazzi – aggiunge -: abbiate il coraggio di conoscere, di approfondire, per non essere influenzabili neanche da me, da nessun burattinaio. Sappiate orientarvi: quindi, se davvero al legislatore, come a tutti coloro che si sono riscoperti paladini dell’Art. 3 della Costituzione, interessa realmente la difesa di un diritto, lo facciano e lo facciano gratis, non si prestino ad un’operazione di marketing. Allora, per orientarci, la domanda da porsi è la seguente: quali interessi vengono soprattutto tutelati? Soprattutto: chi ci guadagna?“, conclude.

Siamo fermamente convinti – afferma l’Associazione Articolo 26 – che nell’ambito educativo e dell’istruzione, le istituzioni debbano garantire il rispetto della libertà educativa genitoriale, in ogni realtà scolastica, sia pubblica che privata, sia
confessionale che non confessionale. Tale primaria libertà consiste soprattutto nel poter educare figli e studenti secondo scienza e coscienza senza dover seguire pedissequamente un’etica imposta“.

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