Ddl Zan, Floridia: “Non è toccata la libertà di orientamento e indirizzo pedagogico-didattico a scuola”

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Il Ddl Zan arriva al Senato e la polemica politica infuria. In merito al dibattito riguardante l’approvazione del provvedimento interviene anche la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia. 

“Come sottosegretaria all’Istruzione mi viene spesso chiesto se questa legge influirà anche sull’educazione dei nostri studenti. Questo e gli altri disegni di legge contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo di cui discutiamo sono proposte di LIBERTÀ, non di indottrinamento, come qualcuno vuole far credere. Con l’articolo 7, viene istituita per il 17 maggio la «giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia». La norma è chiara: non c’è alcun obbligo formale per le scuole di promuovere attività in violazione della libertà di insegnamento, trattandosi di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione anti-discriminatoria che, in ogni caso, sarebbero realizzate e promosse – ai sensi dell’articolo 4 della medesima legge – nel pieno rispetto del pluralismo delle idee e della libertà delle scelte, nonché dell’autonomia scolastica, sia amministrativa, sia organizzativa e gestionale di ciascuna istituzione.
Non è dunque in alcun modo toccata la libertà di orientamento culturale e indirizzo pedagogico-didattico a scuola. Queste attività rientrano nell’alveo e nelle garanzie costituzionalmente previste.
Chiarito questo, mi auguro che al pari di altre Giornate di sensibilizzazione a scuola, si consideri quella del 17 maggio come un’opportunità per riflettere e dialogare sui temi del rispetto dell’altro e dell’identità sessuale, in piena armonia con i principi di libertà sanciti dalla Costituzione”.

Ddl Zan, a che punto siamo

Lo scorso 4 novembre il Ddl Zan ha incassato la fiducia della Camera. Il voto finale alla Camera è avvenuto a scrutinio segreto, chiesto da Fratelli d’Italia. I voti favorevoli sono stati 265, i contrari 193, 1 astenuto.

Come hanno votato i partiti alla Camera

Hanno votato a favore Pd, M5s, Iv e Leu, mentre Forza Italia, FdI e Lega hanno votato contro, ma 5 deputati azzurri, in dissenso dal gruppo, hanno detto sì alla legge (Perego, Polverini, Bartolozzi, Vito e Prestigiacomo).

I numeri al Senato

I voti favorevoli al testo del ddl Zan senza modifiche si attestano su una forbice che oscilla tra i 135 e i 145 sì. Da soli, senza i renziani, insufficienti a ‘blindare’ il testo. I voti a sostegno della legge sono dei 75 senatori M5s, 38 del Pd, almeno 6 delle Autonomie, i 6 senatori di Leu, inoltre si calcolano almeno una decina dal gruppo Misto.

I voti contrari, nel caso non si apportassero modifiche al testo, sono così composti: 51 senatori di Forza Italia (ma alcuni azzurri potrebbero votare a favore come accaduto già alla Camera), 20 FdI, 64 Lega, 7 Idea, a cui andrebbero aggiunti altri voti dal Misto, per un totale che si aggira da un minimo di 145 voti contrari fino a toccare anche 155-158 no. Determinanti, sia per l’eventuale approvazione definitiva del ddl Zan che per la sua bocciatura, i voti dei senatori di Italia Viva.

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