DDL Scuola. Solo dopo un reale cambiamento, il sindacato potrà ritirare sciopero scrutini

di redazione

Anief – DDL Scuola. Sugli scrutini Giannini chiede senso di responsabilità? Lo dimostri il Governo facendo un passo indietro sulla riforma

Anief – DDL Scuola. Sugli scrutini Giannini chiede senso di responsabilità? Lo dimostri il Governo facendo un passo indietro sulla riforma

“Se il ministro Giannini vuole che il sindacato rinunci allo sciopero degli scrutini, convinca il Governo a rivedere fortemente il testo del disegno di legge di riforma della scuola”. Così commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, all’appello "alla responsabilità" lanciato oggi dal titolare del Miur, perché "gli scrutini sono importanti, sono il momento più delicato della vita della scuola, qualunque sia lo strumento scelto non deve ricadere sulla vita dei ragazzi e delle famiglie".

Le parole di Giannini hanno quindi la possibilità di essere recepite dal sindacato, solo a dimostrare senso di responsabilità sarà nei prossimi giorni lo stesso ministro e il Governo dimostrando reale aperture alle richieste unitarie di modifica, anche della ‘piazza’, al disegno di legge. L’occasione per dimostrare il cambio di marcia potrebbe essere giovedì, quando l’Anief verrà ricevuta in audizione al Senato per presentare il suo parere, con una serie di nuovi emendamenti, al testo di riforma.

Solo se a Palazzo Madama e, contestualmente, il Governo, dovessero fare un passo indietro sulla riforma, Anief sarebbe disposta a ritirare lo sciopero degli scrutini. “Ma, sia ben chiaro – sottolinea Pacifico –, si dovrà trattare di una revisione del testo reale, non certo di facciata: ad iniziare, tanto per capirci, dall’allargamento della platea dai precari da assumere, comprendendo anche tutti gli abilitati dopo il 2011 non inseriti nelle GaE e gli idonei dei concorsi, realizzando un censimento che faccia emergere tutti i posti liberi e utili per le immissioni in ruolo oggi invece considerati supplenze annuali sino al termine dell’anno scolastico”.

“La posizione del sindacato – continua il sindacalista Anief-Confedir – non può mutare, inoltre, se a Palazzo Madama non cambierà la parte di testo del ddl che tratta il conferimento di incarichi nepotistici ai dirigenti scolastici, figli di una deriva aziendalistica della scuola che intende trasformare i presidi in manager che possono anche attuare la chiamata diretta. Per non parlare dei ‘regali’ alle scuole private, che la nostra Costituzione non contempla. Come riteniamo imprescindibile che l’assegnazione di aumenti stipendiali sia rivolta non a poche unità di personale, peraltro ‘vicini’ ai dirigenti, ma che riporti gli stipendi del personale tutto almeno al livello d’inflazione oggi superiore alle buste paga di quattro punti”.

“Il ministro si concentri su un dato inequivocabile: la scia di scioperi, con adesioni altissime, mezzo milione di persone scese in piazza, i continui flash mob, non possono essere frutto di cattiva informazione sul disegno di legge, come il Governo vorrebbe far credere. Si tratta di uno no generalizzato ad un impianto di riforma osteggiato da tutti. Soprattutto da chi vive le nostre aule scolastiche ogni giorno, da professionista, da studente o da genitore. In caso contrario – conclude il presidente Anief – la parola passerà ai tribunali, che in questi anni hanno rappresentato l’ultimo baluardo nella difesa della Costituzione e del diritto nazionale ed europeo”.

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