DDL Scuola. SEL: Renzi prepotente, noi non ritiriamo i nostri emendamenti

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"Dal vertice di palazzo Chigi sulla scuola emerge chiaramente l'intenzione di procedere a un vero e proprio inaccettabile blitz, marcato dall'arroganza e dalla prepotenza del presidente del Consiglio.

"Dal vertice di palazzo Chigi sulla scuola emerge chiaramente l'intenzione di procedere a un vero e proprio inaccettabile blitz, marcato dall'arroganza e dalla prepotenza del presidente del Consiglio.

È molto grave e rivela una concezione padronale del Parlamento il fatto che, mentre la commissione esamina un provvedimento, il governo decida cosa fare ignorando completamente la commissione stessa. Noi in ogni caso non abbiamo alcuna intenzione di ritirare i nostri pochi emendamenti e insisteremo con ogni mezzo per lo stralcio e la stabilizzazione di tutti i precari".

Lo affermano in una nota la capogruppo Sel al Senato Loredana De Petris e la senatrice, membro della commissione Istruzione, Alessia Petraglia. "La scelta di imporre la riforma della scuola con la fiducia e senza neppure aspettare la Conferenza che lo stesso Renzi aveva annunciato per luglio dimostra che sin dall'inizio il presidente del consiglio aveva in mente una sola cosa: imporre la sua legge senza ascoltare nessuno, né le opposizione, né le voci in dissenso all'interno del suo partito né, soprattutto, gli studenti, i docenti, i lavoratori della scuola, le famiglie", proseguono le senatrici di Sel

"Si rivela ancora una volta – affermano De Petris e Petraglia – quanto ipocrita sia adoperare gli emendamenti dell'opposizione come alibi e quanto cinica la minaccia di non assumere i 100mila insegnanti precari. Non c'è nessunissimo ostruzionismo, ma solo emendamenti di merito. Il governo ha bloccato per settimane i lavori per evitare a tutti i costi il voto in commissione sulla nostra proposta di stralcio, dal momento che non disponeva della maggioranza. Per lo stesso motivo è facile prevedere che ogni emendamento, incluso quello dei relatori, non verrà messo ai voti. Siamo di fronte a una pura presa in giro".

"In ogni caso – concludono – non ci stancheremo mai di ripetere che sarebbe semplicissimo, se solo lo si volesse fare, risolvere il problema delle assunzioni dei precari con un decreto che garantisse le 100mila assunzioni ora e allo stesso tempo varasse un piano pluriennale di stabilizzazione per tutti i precari"

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