Ddl scuola. Rampelli: liberta’ d’insegnamento a rischio

di redazione
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“Il ddl sulla ‘Buona scuola’ mortifica gli insegnanti che per noi erano e restano dei ‘professionisti dell’istruzione’, persone cui la comunità affida la formazione delle nuove generazioni". E' quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, impegnato in questi giorni in una serie di incontri con le rappresentanze sindacali del comparto scolastico, tra cui il segretario nazionale del sindacato Gilda prof. Rino Di Meglio.

“Il ddl sulla ‘Buona scuola’ mortifica gli insegnanti che per noi erano e restano dei ‘professionisti dell’istruzione’, persone cui la comunità affida la formazione delle nuove generazioni". E' quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, impegnato in questi giorni in una serie di incontri con le rappresentanze sindacali del comparto scolastico, tra cui il segretario nazionale del sindacato Gilda prof. Rino Di Meglio.

"La classe docente italiana, con la nuova proposta del governo Renzi – ha aggiunto- viene lasciata in balia di un “capo d’istituto” non-docente che si appropria anche delle sue delicate competenze. Le decisioni sulla

didattica di fatto passano nelle mani di dirigenti amministrativi, minando il dettato costituzionale della ‘libertà d’insegnamento’. La figura del super dirigente avrebbe inoltre il potere di chiamata diretta degli insegnanti e di poterli revocare dopo tre anni, precarizzando piuttosto che stabilizzando come la sinistra vuole lasciare intendere" .

"Praticamente, senza una cattedra- ha puntualizzato il capogruppo- i nuovi assunti potranno essere semplicemente e discrezionalmente pescati da un albo dagli stessi dirigenti amministrativi con il risultato che si creerà
una nuova categoria di precari permanenti. Lì finiranno, non si illudano, anche i vecchi docenti quando chiederanno di cambiare sede.

Il crollo del solaio a Ostuni dimostra che la scuola aveva bisogno di tutt’altro, ma Renzi sta privilegiando la sua personalissima strategia di conquista di spazi e controllo di posizioni. Non sfuggirà a nessuno infatti che buona parte dei dirigenti hanno una precisa collocazione politica e dare loro questi sconfinati poteri significa trasformare gli insegnanti in esecutori materiali, mortificandone la natura e la funzione sociale e culturale nella piramide dell’istruzione. Un pasticcio intollerabile".‎

"Sui temi qualificanti sottoposti dal sindacato Gilda- ha concluso Rampelli- il gruppo si impegna a dare battaglia in aula per migliorare sostanzialmente il provvedimento‎".

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