DDL Scuola. Fondazione Montessori: no più potere a Dirigente, non è manager. Ricordiamo l’insegnamento della Montessori

di redazione
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"Non si può assegnare un potere più grande al dirigente in un sistema aperto, pieno di antinomie. Non si può presupporre che sia un vero manager solo perché lo chiamiamo 'dirigente'". A dirlo il segretario generale della Fondazione Montessoti, Andrea Lupi, in audizione a Montecitorio sul ddl Buona scuola.

"Non si può assegnare un potere più grande al dirigente in un sistema aperto, pieno di antinomie. Non si può presupporre che sia un vero manager solo perché lo chiamiamo 'dirigente'". A dirlo il segretario generale della Fondazione Montessoti, Andrea Lupi, in audizione a Montecitorio sul ddl Buona scuola.

"È rischioso – ha detto Lupi – assegnare potere al dirigente scolastico in un sistema spesso ingovernabile, come quello della scuola. Da una parte abbiamo la libertà di insegnamento del docente e dall'altra, però, il diritto di dare un orientamento dell'offerta formativa. Non credo che andando a cercare riferimenti culturali nel management di azienda si possa essere d'accordo che il dirigente scolastico possa essere un vero 'dirigente', nel vero senso della parola".

Per quanto riguarda le scuole innovative, secondo Lupi "saranno cattedrali nel deserto". "Ne avremo 20 o 30 ma a che cosa servono? È un'innovazione per fare buona pratica, da Sondrio al quartiere Zen di Palermo oppure per giustificare un investimento politico – misero – per dire abbiamo delle eccellenze? In Italia abbiamo già eccellenze, perché non valorizzarle?".

Maria Montessori – prosegue il segretario generale della Fondazione Montessori – sosteneva che i premi e le punizioni non funzionano per spingere gli umani alla loro piena realizzazione. Servono invece per un asino per portarlo al mercato quando non ha voglia. È dimostrato che non funzionano. In un sistema complesso i premi vengono date a pioggia e le punizioni vengono assegnate su basi che non sono valoriali o valutative".

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