DDL Scuola. Dubbi Commissione Bilancio su coperture finanziarie, 30 condizioni, tagliola agli emendamenti

di redazione
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La commissione Bilancio alla Camera, nel suo parere al testo ddl Scuola arrivato in aula, esprime alcune perplessità sulle coperture finanziarie delle modifiche apportate in commissione Cultura.

La commissione Bilancio alla Camera, nel suo parere al testo ddl Scuola arrivato in aula, esprime alcune perplessità sulle coperture finanziarie delle modifiche apportate in commissione Cultura.

Nel parere la  Commissione Bilancio segnala in quali parti del testo andrà aggiunta la clausola di invarianza finanziaria e altre 'specifiche', per non generare nuovi costi per lo Stato.

Tra queste, si chiede di precisare nel testo che il fabbisogno relativo al personale Ata – che sarà presente nel Pof triennale – "avvenga nel rispetto dei limiti e dei parametri" previsti dal dpr 119 del 2009, che appunto disciplina la consistenza complessiva del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Anche la ripartizione dei docenti tra le Regioni non dovrà "pregiudicare la realizzazione degli obbiettivi di risparmio" previsti dal dpr 81 del 2009 sui limiti della formazione delle classi.

E ancora: le reti di scuole (che partiranno dal 2016), lo staff del dirigente (che potrà essere composto fino al 10% dei docenti della scuola) e la formazione dei docenti non devono generare nuovi oneri.

Stessa cosa per la copertura degli insegnamenti e delle discipline (comprese quelle sulla parità di genere), che dovrà avvenire "nel limite massimo della dotazione organica complessiva". Inoltre, le attività educative che si svolgeranno nelle scuole durante le pause estive dovranno avere – scrive la Bilancio – "carattere di eventualità" e dovranno comunque essere effettuate con il personale e le risorse disponibili a legislazione vigente. Quest'ultima clausola viene chiesta anche per le attività, i progetti di orientamento e l'alternanza scuola-lavoro

Sempre nel suo parere al testo, dove la Bilancio pone 30 condizioni, si chiede di eliminare – dall'articolo 4 del ddl Scuola – il rimando agli incentivi per le start up innovative, previste dal decreto Banche popolari. Al comma 9 infatti vengono estesi i benefici fiscali alle imprese presso cui si svolgerà l'alternanza scuola lavoro.

All'articolo 6 la Commissione Bilancio chiede di prevedere per le fondazioni di partecipazioni cui fanno capo gli Istituti tecnici superiori, oltre a un regime contabile e uno schema di bilancio per la rendicontazione dei percorsi uniforme su tutto il territorio nazionale, anche la revisione amministrativo-contabile della gestione.

Per quanto riguarda l'articolo 9 sul Comitato per la valutazione (che dovrà essere istituito senza nuovi costi) si specifica che "appare necessario collegare l'attribuzione di incarichi temporanei per funzioni ispettive ai limiti di organico previsti a legislazione vigente"

Nell'ambito del Piano straordinario di assunzioni – previsto dall'articolo 10 – la V commissione chiede di "prevedere" che "non possano" essere stipulati contratti di supplenza breve e saltuaria in relazione ai posti per il potenziamento dell'offerta formativa che rimangono vacanti all'esito del Piano 2015 e che la carta per la formazione del docente (dal valore di 500 euro annui) "sia istituita nel rispetto del limite di spesa" previsto dall'articolo 12 del ddl Scuola.

'Ritocchi' vengono chiesti anche alla norma sulla concessione di mutui per l'edilizia scolastica: in particolare, che l'incremento dell'autorizzazione di spesa di 10 milioni di euro sia previsto dal 2016 e non dal 2015 (come stabilisce ora il testo) coerentemente con quanto prevede la copertura finanziaria. Sullo stesso tema "dovrebbe essere valutata l'opportunità – si legge nel parere – di definire un ordine di priorità tra gli interventi sugli edifici scolastici conseguenti alle indagini diagnostiche" previste dal provvedimento.

Prima tagliola agli emendamenti

Arriva la prima 'tagliola' della commissione Bilancio alla Camera, chiamata a esaminare i circa 1.800 emendamenti al ddl Scuola e il testo così come uscito dalla commissione Cultura.

A quanto si apprende, la Bilancio ha esaminato gli emendamenti dall'articolo 1 al 7, bocciando 18 delle 400 proposte di modifica presentate alla prima parte del ddl. Gli altri pareri saranno espressi nelle prossime sedute.

Inoltre la Commissione Bilancio nel suo parere al testo ha dato 30 condizioni che dovranno essere recepite durante il passaggio in aula.

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